Roma – Marco Simoncelli si è raccontato ad un noto quotidiano sportivo italiano e dalle sue parole viene fuori l’immagine di un ragazzo come tanti, con sogni e paure, ma non certo quando è in sella alla sua due ruote.
Marco che ha più paura di un film dell’orrore che dell’alta velocità, che il timore di stufarsi di un tatuaggio è più forte della voglia di farselo, che non sopporta chi si infila in casa sua dichiarandosi suo fan, che con la mamma basta uno sguardo; e non gli è chiaro ancora se l’elastico degli slip si veda perché sia troppo basso il pantalone o troppo alte le mutande… Smoncelli ha l’aria sbarazzina di un ragazzino cresciuto a pane e Motomondiale, ma guai a toccargli la folta chioma, il campione del mondo 250 reagisce in stile Sansone. E’ lui stesso a raccontare di essere scappato da casa quando la sorella, più piccola ha portato i pidocchi da scuola lui.
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Bravo ragazzo, Marco Simoncelli, non beve, non fuma e ovviamente non si droga.
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Un disastro sulla pista, da ballo intendiamoci, Marco ama andare in discoteca per guardare le ragazze che ballano. Ama la musica di Jovanotti e di Vasco Rossi, «Siamo solo noi» è la sua canzone. Da tre anni è fidanzato con una ragazza di Bergamo, ma di convivenza ancora non si parla, che bisogno c’è quando a casa con mamma e papà si sta così bene?
Odia l’ipocrisia della gente, le persone che lo esaltano quando le cose vanno bene e lo buttano giù quando vanno male. Non gli piace annoiarsi, infatti sta sempre in movimento: calcio, kart, motocross, ma anche risiko, briscola, scopone e biliardino. E se vince è meglio… E come dargli torto? Marco, insomma, è uno come tanti nella vita di tutti i giorni ma con il non trascurabile dono di diventare un supereroe sulla pista. (ore 13:00)