Indianapolis – Potrebbe essere solo la vittoria di Pirro. Ma in teoria Dani Petrosa, vincitore, e Ben Spies, secondo, costrigendo Jorge Lorenzo al terzo posto hanno di fatto riaperto il mondiale. In teoria. Perché Lorenzo deve solo fare il ragioniere ed arrivare in tutta tranquillità alla inevitabile conclusione. Pedrosa fa suo per la prima volta in carriera lo storico appuntamento di Indianapolis, imponendo un ritmo insostenibile per tutti gli altri. La partenza a fionda dello spagnolo non c’è stata perché Spies dalla pole è stato più lesto di lui e si è messo in testa. Ma quando Pedrosa ha scaldato le gomme della sua Honda non c’è stato nulla da fare: prima il compagno di squadra Andrea Dovizioso, poi il re delle qualifiche Ben Spies devono arrendersi alla sua rimonta. E una volta presa la testa della corsa lo spagnolo della Honda si è involato irresistibile verso la terza vittoria stagionale. 25 punti che contano, anche se il podio in extremis di Jorge Lorenzo vanifica un po’ il tentativo di recupero anche nel mondiale.
Dietro a Pedrosa chiudono Ben Spies e appunto Jorge Lorenzo. Se per il primo si tratta del miglior risultato in carriera, per il secondo è senza dubbio il “peggiore” della stagione.
Valentino Rossi ha chiuso in quarta posizione, anch’egli dopo una rimonta che si è conclusa col sorpasso di Dovizioso perché Lorenzo ha tenuto un passo leggermente migliore del Dottore che ha capito dopo qualche tentativo ch’era preferibile tenersi buona la posizione conquistata per chiudere positivamente un fine settimana difficile con tre cadute in tre sessioni, mai successo in carriera, e una gara difficile soprattutto a livello fisico.
La top six è completata proprio da Dovizioso, in evidente difficoltà nel finale dove accusa più di sei secondi in pochi giri da Rossi, e Nicky Hayden al quale va il merito di avere “salvato” la domenica della Ducati dopo che Casey Stoner è uscito di scena per una caduta mentre battagliava proprio col compagno di squadra.
Marco Simoncelli, Álvaro Bautista, Aleix Espargaró e Hector Barberà completano la top ten del Red Bull Indianapolis Grand Prix. Loris Capirossi ha chiuso all’undeciesimo posto, Aoyama al dodicesimo e de Puniet al tredicesimo.
Oltre a Stoner non hanno concluso la gara Kallio, Edwards e Melandri, che è stato il primo ad uscire di scena.
Classe 125 – Successo di Nico Terol. Lo spagnolo ha preso la testa della corsa all’ottavo giro quando è caduto il leader del mondiale Marc Marquez. Secondo si è classificato tedesco Sandro Cortese con la Derbi, terzo Paul Espargaro anch’egli con una Derbi. 
Classe Moto 2 – Ancora un successo di Toni Elias. Il leader del mondiale, in sella alla Moriwaki del team Gresini, ha battuto il connazionale Julian Simon (Suter, Mapfre Aspar) dopo una lotta durata per tutti i 17 giri, imponendosi per 405 millesimi. Sul terzo gradino del podio il britannico Scott Redding (Suter, Marc VDS Racing). (ore 22:30 in Italia)

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Girolamo Cimarosti
Eoliano di Lipari, appassionato di motori e particolarmente innamorato delle due ruote. L’altra sua passione è la musica classica. Verdi, Puccini, Bellini e Rossini sono i suoi preferiti. Suona discretamente il pianoforte. Il richiamo della MotoGP per lui è irresistibile.