Indianapolis – Se questo è Casey Stoner sul circuito dell’Indiana, se questa è la Honda per un accoppiata mostruosamente imbattibile la gara di domani ha già il vincitore: Casey Stoner. Differenze abissali sul giro puro e sul passo gara che fanno paura persino ad un tipaccio come Jorge Lorenzo che è sempre pronto a gettarsi dove la battaglia è più… cruenta. L’australiano è sceso in pista deciso a stendere subito tutti i rivali, di casa e della porta accanto. Ha cominciato con un 1’39” tanto per gradire. poi progressivamente, con una facilità incredibile, ha cominciato l’erosione inesorabile del cronometro costretto a scendere al definitivo 1’38″850, media km/h 323,5. Pazzesco!
Ben Spies è stato irriducibile con la sua Yamaha Factory. Ci ha messo tutto quel che aveva da mettere con qualche accettabile riserva per evitare di finire prematuramente il week-end. Alla fina ha spuntato 1’39″373. Mezzo secondo e 23  millesimi lontano dalla Honda. Gli stessi straordinari con qualcosa in più ha dovuto fare Jorge Lorenzo, non certamente con l’ambizione di fare male al compagmo di squadra che per tutte le libere lo ha sovrastato, tanto meno al Conan dell’Indiana che sapeva obiettivamente imprendibile, ma con l’obiettivo, centrato, di uscire dall’assedio delle Honda amiche di Stoner che per un lungo periodo l’hanno tenuto fermo in seconda fila. Il campione del mondo in carica è riuscito a spuntare 1’39″629, 256 millesimi in più di Spies la bellezza di mezzo secondo con l’aggiunta di 229 millesimi di distacco da Stoner.
In questa situazione quasi portata al limite delle prestazioni Dani Pedrosa è stato ricacciato indietro dal secondo al quarto posto col distacco di 1″097 dal compagno di squadra per andare a comporre una seconda fila che allinea anche  Andrea Dovizioso, quinto a 1″174, e Colin Edwards, sesto a 1″248. L’americano della Yamaha Tech 3 ha tolto dalla sequenza Honda Marco Simoncelli cacciato in terza fila col settimo tempo a 1″354 da Stoner in compagnia di Nicky Hayden, il pannolino caldo sulla ferita aperta e sanguinante della Ducati, ottavo a 1″394, e di Alvaro Bautista, nono a 1″483.
Nelle allucinazioni del pomeriggio ducatista Valentino Rossi ha toccato il fondo, dopo una caduta senza conseguenze fisiche, concludendo le qualifiche al 14mo posto  (quinta fila!) col distacco di 2″125. Robba da principianti. Al peggio quest’anno per Vale non c’è fine.
Il Dottore, in pensione, ha dovuto persino correre qualche rischio per schiodarsi dall’ultima posizione dove è rimasto fino a 15 minuti dalla conclusione ed è solo riuscito a mettere dietroToni Elias, Karel Abraham e Loris Capirossi, ma ha davanti la muraglia umana composta da  Hector Barbera, Cal Crutchlow, Randy de Puniet e Hiroshi Ayomaha. Insomma sceso dall’Olimpo tra i figli del “dio minore” Rossi domani avrà il suo bel da fare per trasformare la 14ma posizione di partenza in qualcosa di accettabile dal punto di vista delle gratificazioni sportive. (ore 21:30 in Italia)

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Girolamo Cimarosti
Eoliano di Lipari, appassionato di motori e particolarmente innamorato delle due ruote. L’altra sua passione è la musica classica. Verdi, Puccini, Bellini e Rossini sono i suoi preferiti. Suona discretamente il pianoforte. Il richiamo della MotoGP per lui è irresistibile.