E’ stato colui il quale insieme con Enzo Ferrari e Bernie Ecclestone ha traghettato la FISA in FIA creando la moderna F.1. Con gli stessi  Ferrari ed Ecclestone nel 1981 ha realizzato quel “capolavoro” di strategia definito “Accordo della concordia” che ancora oggi regola tutti i rapporti del Circus. Jean Marie Balestre è stato al timone della grande organizzazione degli sport motoristici quasi per tre lustri prima di ritirarsi a vita privata ed a cedere il comando a Mosley.
Si è spento all’età di 86 anni nella sua casa di Parigi, dove alternava i soggiorni ad altri nel sud della Francia.
Sarà ricordato non solo come il grande regista della moderna F.1 ma anche per il carattere collerico e dittatoriale che ha segnato la sua gestione lungimirante, a volte dominando i cambiamenti, incidendo su di essi proprio per quella voglia che aveva di fare della F.1 uno sport invidiato da tutti. Nel suo periodo ci sono stati l’era del motore turbo che ha avuto ricadute positive sulla produzione delle auto di serie, lo stop al proliferare delle minigonne che solo in un secondo momento dovevano trovare diversa incidenza e applicazione sulle monoposto,  le prime e incisive iniziative pratiche per garantire la sicurezza dei piloti e degli spettatori e la nascita della super-licenza.
Amato e odiato in egual misura, rimane storica la sua presa di posizione nei confronti di Ayrton Senna reo di averlo insultato e che minacciò di espulsione dal Circus. Molte le accuse che nel corso della sua gestione gli vennero rivolte a cominciare da quella di prendere le difese del connazionale Alain Prost in tutte le occasioni in cui il pilota transalpino si scontrava polemicamente con Magic Senna. (ore 09:00)