Chi si meraviglia per i dati dell’Istat sulla produzione industriale è un ipocrita. Con gli stabilimenti del pianeta Fiat chiusi frequentemente per cassa integrazione, vorrei vedere quali numeri avrebbe potuto comunicare l’Istituto di statistica. E’ il settore auto (non solo auto ma anche camion, pulmann, trattori) che contribuisce in buona misura a frenare il decollo industriale: 5,3% su base annua. Se estrapoliamo solo l’auto il calo scende nella Fossa delle Marianne del -20%. In Italia auto è Fiat.
Lo sanno benissimo a Torino. Dove i cinesi della Shanghai automotive industry corporation hanno da tempo mandato i loro mandarini per entrare nel capitale del Lingotto. Gli stessi mandarini che hanno già acquisito alla Saic la cadaverica Mg Rover dopo essersi accaparrata il 49% della sud coreana Ssangyong ed avere sottoscritto proprio con Fiat un accordo per la produzione di camion pesanti in Cina.
Strategia chiara: Saic vuole diventare costruttore di livello internazionale attraverso acquisizioni, collaborazioni, partecipazioni societarie.
Il mandarino si sostituisce al samurai. Attenzione. Sarebbe un fatale errore ritenere che i cinesi possano fallire dove hanno fallito i giapponesi la maggiore parte dei quali oggi si trova in mano occidentale (in pratica ancora sono nipponiche solo Toyota e Honda). (ore 09:30)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.