Un amico di Ankara m’informa che il governo turco ha deciso di adottare un decreto legge per conferire la cittadinanza onoraria a Felipe Massa con diritto di coabitazione a vita nel paddock dell’Otodrom esentandolo persino dal pagamento delle quote condominiali.
Nelle quattro edizioni del “giovane” Gran Premio di Turchia Massa è riuscito a intestarsi tre vittorie seguite a tre pole position. Un piccolo record che fa del pilota della Ferrari il tiranno del Bosforo, ruolo che non rifiuta e nel quale anzi si trova a suo agio.
Successo Ferrari, il quarto in cinque gare, ma una giornata di paura piuttosto che di apoteosi. La “grande ammalata” McLaren è improvvisamente uscita dalla sala rianimazione, si è messa a fare diavolerie da mettere i brividi e bischerate ingenue da scatenare risate. Il sorpasso di Hamilton su Massa che aveva lasciato immaginare un ritorno alla vittoria dell’inglese dopo quella iniziale a Melbourne ha agitato vecchi fantasmi. Svaniti, come solo i fantasmi sanno fare, quando l’inglese si è fermato per il secondo pit stop montando per la seconda volta gomme dure, come quelle scelte in partenza. Diavolo d’un Dennis che paura ci avevi messo! Il terzo stop ha rimesso la realtà nella cornice Rossa e casomai era su Raikkonen che Hamilton stava facendo la gara. Anzi l’ha fatta, ed è riuscito ad ottenere il secondo posto.
Quindi Ferrari prima con Massa, terza con Raikkonen. C’era qualcuno che pensava che ad ogni gara una doppietta? No, per carità. Una giornata non esaltante ma ottima, sotto tutti i punti di vista. I conti, come ricorda sempre qualcuno in simili occasioni, si fanno alla fine. Ed è pur vero, quindi, che Raikkonen è sempre lì davanti a tutti, con 7 punti di vantaggio sul compagno di squadra e sul rinato Hamilton. Ma, circostanza più evidente, la Ferrari prende il largo tra i costruttori ed ora ha 19 punti sulla Bmw.
Chi dice che poteva andare meglio ha ragione. Poteva andare meglio se a Raikkonen fosse riuscito il sorpasso iniziale su Kovalainen ed Hamilton; se il finlandese della McLaren non avesse stretto (forse) più del consentito il connazionale della Ferrari col rischio di danneggiarlo (i danni se li è procurati lui, il malcapitato Heikki, uscito quindi subito di scena), se Raikkonen non fosse stato costretto a risalire dalla quinta posizione dove era stato risucchiato, alle spalle di Kubica ed Alonso. Poteva andare meglio perché se Kimi avesse avuto la possibilità di mettersi subito in seconda posizione. Sarebbe stato lui ad agitare i sogni di Massa e non Hamiton. Perché la tattica era quella: Massa più scarico sosta al 18.mo giro (così è stato), Raikkonen più carico sosta al 20.mo (così è stato). Nei due giri in più che è rimasto davanti “Ghiaccio bollente” ha fatto due tempi record ed ha annullato il distacco da Kubica che ha superato uscendo dalla pit line. Fosse stato secondo e non quarto? Provate a concludere.
Poteva andare meglio. E’ andata bene. (ore 09:00)