Partnership e non acquisizione. Il Niccolò Machiavelli che abita al Lingotto nella sua strategia vincente, da quando ha fatto uscire Il Gruppo torinese dall’orbita GM, ha asservito il suo “fine giustifica i mezzi” ad accordi industriali che producono benefici a catena e ricadute che le acquisizioni non possono come hanno dimostrato gli imperi crollati di General Motors, Ford, Daimler e anche Bmw nuovo partner del Gruppo italiano.
Sono 23 i partner “adottati” da Marchione dal 2004 ad oggi. Basta citare solo Ford, Suzuki, Tata, PSA, Daimler per capire come l’inserimento di Bmw sia un’altra geniale iniezione del a.d. portato da Montezemolo al vertice torinese. Un accordo per una comune piattaforma che coinvolgerà Mini e Grande Punto e forse anche motori. Ma soprattutto un grimaldello per aprire le porte del mercato americano all’Alfa Romeo.
Dopo l’annuncio della cassa integrazione questo rasserena un po’ l’ambiente sindacale perchè dimostra che Fiat ha le idee chiare per cavalcare la crisi e costruire il futuro. (ore 09:00)

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