Se Montezemolo abbia ritenuto di avere messo le cose al proprio posto dopo la strigliata a Baldisseri e compagni conseguente al disastro nautico di Silverstone non lo sapremo mai. Do per scontato che il presidente dopo avere assistito domenica pomeriggio in televisione, come abitualmente fa,  all’umiliazione di Hockenheim, si sia ricreduto. E striglierà ancora quanti hanno la responsabilità della Ferrari nelle gare di F.1.
Perché, a mio avviso, questa seconda sconfitta consecutiva non è da attribuire solo al fatto che la McLaren sia riuscita ad annullare il gap tecnico che aveva mostrato nelle prime cinque gare della stagione, ma scaturisce ancora da errori di valutazione tecnica prima ancora che da sottovalutazione strategica. Se poi sommiamo gli effetti dirompenti di queste due componenti, riusciamo a capire come e perché la Ferrari ad Hockenheim abbia fatto la figura dell’imbecille che come l’asino di Buridano non sa cosa fare e muore di fame.
I tecnici di Maranello hanno fatto la scelta tecnica di privilegiare il set-up delle monoposto in funzione dei primi due tratti veloci del circuito tedesco. Scelta contraria hanno  fatto i loro colleghi della McLaren. Le prove libere di Venerdì hanno dimostrato che le McLaren di Hamilton e Kovalainen non cedevano più di tanto alle Rosse nei tratti veloci mentre diventavano insuperabili in quel 40% del tracciato cosiddetto guidato o del Motodrome, dove la Mercedes aveva le tribune affollate di invitati chiamati per godersi lo spettacolo. Hamilton 1’15”537 e Kovalainen 1’15”666 nella libere 1; 1’15”025 e 1’15”760 rispettivamente nelle libere 2. Nelle stesse occasioni Massa 1’15”798 e 1’15”722, Raikkonen 1’16”327 e 1’15”760. Morgana ha creato l’illusione che le scelte si equivalevano. L’analisi dei tempi tre settori avrebbe dovuto servire da avvertimento. Hamilton e Kovalainen nelle quattro curve del Motodrome sono stati sempre più veloci di 4 decimi ed anche di mezzo secondo delle Ferrari! Venerdì era il giorno per cambiare scelta. Confermarla Sabato mattina nelle libere 3 è stato un suicidio perché da quel momento le monoposto non sono più modificabili. Hamilton s’è presa facilmente la pole anche se un paio di erroretti li ha commessi, Kovalainen nonostante un quasi testa-coda alla Curva Sud si è piazzato al terzo posto. Massa secondo. Raikkonen sesto, la sua peggiore qualifica quest’anno. Morgana ha colpito ancora.
Pronti, via! Hamilton ha girato anche 1 secondo più veloce di Massa, killer designato dell’ambizioso inglese. Lewis non lo hanno fermato né la safety car né l’errore del box di non richiamarlo nella circostanza per rabbocco e cambio gomme. Ha massacrato tutti impietosamente, prima e dopo la safety car. Ha fatto un sorpasso da urlo al povero Felipe, attonito e impotente quanto eroico e commovente del tentativo di replica, e per finire è andato a bersi la seconda pignacolada brasiliana offerta dalla Renault (cos’era una monoposto di F.1 o una Twingo?) di Piquet Junior la sorpresa-capolavoro della giornata di Flavio Briatore che con una sola sosta (ma grazie alla safety car) è saltato sul secondo podio che la Ferrari con Massa non ha saputo conquistare. Glisso sulla perdita di tempo al rifornimento di Raikkonen, entrato dietro Massa, che ha ricacciato il finlandese al non posto trasformato da Iceman in sesto dopo avere superato Trulli, Alonso e Kubica.
Restano 8 gare. Solo per questa McLaren? E la Ferrari da imbecilli? Montezemolo suoni la sveglia! (ore 09:00)