Ieri, Giovedì 18 Settembre: l’ora è fuggita, io muoio disperato… Roberto Colaninno era stato esplicito. Non un ultimatum ma la dichiarazione responsabile di un imprenditore a capo di un gruppo di altri imprenditori che si era fatto carico di ridare vita ad una nuova compagnia aerea in alternativa ad un’azienda morta da tempo. Il sindacato ha deciso il suicidio di massa. Non tutti i sindacati. Solo quelli, però, che in tutti questi anni hanno difeso caste e privilegi. Nei giorni scorsi Sergio Rizzo sul “Corriere della sera” è stato illuminante in materia. A mio avviso un suicidio voluto con cinismo, tanto più tale nel momento in cui alla notizia del ritiro della Cai ci sono state scene di giubilo quasi si fosse trattato della presa della Bastiglia. L’ora è  fuggita, io muoio disperato… Che felicità!
Non sorprende che esponenti del PD qualche mese fa al governo plaudano a questa soluzione con argomenti che non possono trovare condivisioni di alcun tipo perché dimenticano che il governo Prodi non ha saputo né voluto risolvere il problema.  Non sorprende che Di Pietro cavalchi la tigre e improvvisi a Fiumicino un discorso da agitatore di folle. Facile e scontato. Non sorprende che si tenti di scaricare la responsabilità del fallimento sul governo che responsabilmente aveva trovata una cordata italiana di imprenditori seri e di provata valenza industriale con un piano industriale di fronte al quale bisognava fare salti di gioia. Non sorprende più nulla nella vicenda Alitalia.
Come italiano appartenente alla stragrande maggioranza che ha mandato a casa Prodi & C. e  portato al governo Berlusconi e i suoi alleati rimango rammaricato e sbigottito di fronte a tanto cinismo. (ore 09:00)

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