Fiat voluntas GM

Fiat voluntas GM

Il titolo in verità è una forzatura. Meglio, una provocazione. General Motors all’annuncio che Herbert Demel è il nuovo amministratore delegato di Fiat Auto si è premurata di precisare “Noi non c’entriamo”, riaffermando la propria volontà ad “avviare un’intesna collaborazione con lui sulle questioni di reciproco interesse con la Fiat come le joint nei motori e negli acquisti”. Secondo gli analisti finanziari egli ha due missioni da compiere, una delle quali è accelerare l’integrazione con General Motors (l’altra è rimettere in sesto i conti).
Sia quel che sia, in Fiat Auto la internazionalizzazione dei quadri continua. Ci sono stranieri ovunque, anche al centro stile (noi la patria degli stilisti!) e questa penetrazione siamo convinti continuerà.
Demel, 49 anni, austriaco, ex boss dell’Audi con il grande merito d’aver portata “La Signora degli Anelli” a competere da pari a pari con Mercedes, aspirante al trono imperiale del Gruppo Volkswagen ma come Prometeo incatenato da Ferdinand Piech all’esilio brasiliano per togliere di mezzo un pericoloso concorrente, trascorsi in Boch e più recentemente in Magna Steyr (che ora grazie a lui spera di concludere ricchi affari col gruppo torinese), prenderà il timone il 15 novembre e manderà a casa quel Giancarlo Boschetti insediato al vertice torinese con grande credito di taumaturgo, acquisita in Iveco. Evidentemente così non è stato se si ricorre ad un austriaco. Nazionalità che per ora è di moda. Shwarzenegger, neo governatore della California, insegna.
Herbert Demel è il sesto amministratore delegato da quando Fiat Auto nel 1979 venne costituita come società. Lo hanno preceduto Vittorio Ghidella, Cesare Romiti, Paolo Cantarella, Roberto Testore e Giancarlo Boschetti che ha il record del periodo più breve. Tre anni pieni non li ha fatti.
Con Demel il gruppo torinese dovrebbe passare dalla difesa di Boschetti all’attacco. Ora non vorremmo che l’igegnere Demel avesse dell’attacco lo stesso concetto che ha l’allenatore dell’Inter, Cuper. Con i risultati che la classifica dimostra. Ma se Moratti può fare un gesto puntando l’indice e dire al coach argentino “grazie e arrivederci” rimettendoci solo la faccia, punti in classifica e rimediando le pernacchie dei tifosi, Umberto Agnelli potrebbe anche fare lo stesso gesto di Moratti ma da quest’altra parte si rimetterebbe parecchio, anche in termini occupazionali, salasso al quale la Fiat ha già sottoposto i suoi ranghi lavorativi sotto la gestione Boschetti.
Intanto, benvenuto e buon lavoro ingegnere Demel.

NO COMMENTS

Leave a Reply