Fuorilegge è “chi agisce senza curarsi della legge”. A cinque mesi dall’entrata in vigore della patente a punti ci si accorge che l’ottimismo, quasi euforico, delle prime settimane che aveva indotto a credere che gl’italiani erano stati messi in riga si è trasformato in realistica rassegnazione scaturita dalla constatazione, statistica, che gl’italiani sono meno osservanti di prima della legge. Cinture non allacciate, casco non indossato e uso dei cellulari in auto e moto sono i “reati” che continuano ad essere perpetrati da automobilisti e motociclisti.
L’indagine, effettuata dall’Eures, denuncia che un automobilista su quattro non allaccia la cintura di sicurezza, il 22,7% dei motociclisti non usa il casco, il 3,1% degli automobilisti usa il cellulare, senza il vivavoce, mentre guida. Su un campione che però non è rappresentativo delle abitudini che ci sono da Roma in giù e che, purtroppo, anche per questo identificano un Mezzogiorno della cultura.
Tutto ciò perché, e sempre l’Eures a rilevarlo, è poco incisiva l’azione sanzionatoria soprattutto nelle città dove i controlli sono scarsamente esercitati.
E’ tutto molto comprensibile, anche se per niente condivisibile. Il legislatore ha previsto tutto tranne la patente a punti per chi non ha voglia di fare il proprio lavoro.

Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.

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