Le occasioni in cui ci vengono comunicati dati che dimostrano l’efficacia della patente a punti non mancano. E se dovessero mancare i protagonisti di questa comunicazione se le cercano. Siamo tutti convinti che il giro di vite è servito se non a risolvere il problema a creare quello stato di paura che condiziona i comportamenti degli automobilisti. Tutto sarebbe più efficace se i controlli fossero meglio articolati sul territorio, soprattutto in funzione di alcune indiscipline più praticate. Una per tutte l’uso del telefonino senza kit vivavoce. Cogliere sul fatto è in pratica impossibile e quando leggiamo i dati che si riferiscono a questo tipo di contravvenzione ci sorge il dubbio che piuttosto che di malcapitati si tratta di autentici idioti distratti fino al punto da non accorgersi del pericolo incombente.
Alla non completa efficacia dei controlli si accompagna anche l’inutilità della legge. Se si voleva dare un taglio netto alla guida in stato di ebbrezza ora si è dato un taglio netto alla possibilità della verifica grazie ad un giudice dell’Aquila che, per carità, ha fatto il suo dovere, ma ha detto chiaro e tondo come eludere il controllo. Se non c’è un avvocato niente controllo. Immaginate cosa succederebbe nel caso in cui la Polizia stradale o i Carabinieri avessero voglia di fare i test agli automobilisti che poco prima sono usciti da una discoteca. Per ognuno fermato un avvocato! Lo chiama l’automobilista? Bisogna aspettare che arrivi. Il fermato non ne ha uno di fiducia e si chiama il call center istituito alla bisogna? Quando arriverà e quanti sono gli avvocati a disposizione, nottetempo, di questo fantomatico call center.
Ora ci dicono che nei primi 10 mesi del 2004 le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza sono state 32.500. In tutti questi casi era presente un avvocato che ha vigilato sul test con l’etilometro o si tratta di casi come quello preso in esame dal giudice dell’Aquila e quindi controlli inutili e contravvenzioni non valide? (10:30)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.