La tensione che avviluppa insidiosa e debilitante il box della Ferrari da domenica scorsa è palpabile anche all’esterno e nessuno riesce più a mascherarla. La prepotenza, l’ennesima, di Michael Schumacher ha avuto il doppio effetto di dare la dimensione e la valenza di questa tensione e di, una volta di più, renderlo antipatico ai pochi ferraristi doc che non lo hanno mai amato pur riconoscendo i suoi incommensurabili meriti e il valore che hanno dato in questi lunghi anni alla Ferrari successi come una reazione chimica.
Condivido il Barrichello pensiero, Paperino sempre bistrattato e condizionato dai voleri del volubile Michele, e ritengo che arrivare settimo piuttosto che ottavo non avrebbe modificato il fin qui mortificante cammino della Ferrari nella corrente stagione di F.1. Michael Schumacher non ha alcun alibi. Soprattutto perché da un campione del suo calibro ci aspettiamo sempre e comunque gesti sportivi tanto più significativi quanto più difficile e frustrante per tutta la squadra è il momento. Al contrario Barrichello ha dimostrato una volta di più non arrendevolezza e sottomissione passiva, ma sensibilità e intelligenza. Rubens è stato superato a tradimento. A quel punto arrivati la posizioni potevano e dovevano ritenersi appaganti anche perché il sorpasso di Trulli su Fischella aveva due giri prima dimostrato che l’azzardo a Montecarlo penalizza più che pagare. Rubens non si aspettava alle chicane del porto che Michael tentasse quel sorpasso. Sol che lo avesse pensato non aveva nessun dovere sportivo e morale di cedergli il passo, per cui ha impostato l’inserimento della sua Ferrari in modo tale da evitare di intercettare la Toyota di Ralf Schumacher che inseguivano da tempo e che denunciava limiti di tenuta proprio nelle parti più guidate. Se lo avesse temuto e pensato avrebbe stretto come davanti a lui ha fatto Ralf affatto intenzionato a non cedere la posizione. Che Michael non è riuscito a soffiargli.
La dichiarazione difensiva di Michael Schumacher come tutte le opinioni altrui è accettata ma non condivisa. Ch’egli faccia il pilota, strapagato, e che non fosse a Montecarlo per prendere un caffè era superfluo evidenziarlo. Ch’egli faccia il pilota lo sappiamo. Ma sarebbe l’ora che sui campi di gara egli facessi anche il signore, con un compagno di squadra che in questo momento soffre quanto e più di lui. (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.