La grandezza del Mito (Ferrari) cancella il dramma del fallimento (Massa)

La grandezza del Mito (Ferrari) cancella il dramma del fallimento (Massa)

Nel suo piccolo, perché piccola è la storia semiseria della F.1 al confronto con la grande Storia dell’umanità, Lewis Hamilton ha stabilito il record d’essere il primo pilota nero ad entrare nel ghota dei supereroi della velocità inaugurato nel 1950 dall’italiano Nino Farina. Conta molto di più che l’essere anche il più giovane iridato.
“Uomo del destino” lo ha definito Michael Schumacher, il quale ha anche previsto la possibilità che Lewis possa vincere più di lui. Schumacher, ancora oggi uomo-Ferrari, non ha avuto dubbi. Il sette volte campione del mondo non ha mai avuto la stessa considerazione per Felipe Massa. Come Schumi, altri sei iridati hanno indicato Hamilton campione del mondo: Jody Scheckter, Emerson Fittipaldi, John Surtees, Mario Andretti, Keke Rosberg e Damon Hill.
Queste plebiscitarie indicazioni fanno pensare che Massa abbia compiuto un’impresa più grande delle sue possibilità. La metafora del suo trionfo-sconfitta ad Interlagos si identifica con un iperrealismo magico solo per la magia che accompagna le imprese della Ferrari, mito e leggenda al di sopra dei piloti che per essa e con essa arrivano al titolo iridato
Abbiamo gioito con Massa nei pochi attimi di un trionfo solo parziale, campione del mondo per 2’46”, ci siamo identificati in lui e abbiamo sofferto il suo dramma quando il fantastico si è immerso nella realtà di un  titolo iridato finito in mano al “predestinato”.
Non abbiamo, da innamorati senza riserve della Signora in Rosso, partecipato al dramma di Lewis Hamilton ad un passo dall’essere per il secondo anno consecutivo il campione mancato, la promessa dalle ali spezzate che non riesce a librarsi nel cielo della gloria iridata.
Il Destino ha restituito a Lewis quel che nel 2007 gli aveva tolto, sprofondandolo nello stesso dramma un anno dopo vissuto da Felipe. Se avesse vinto già nel 2007 la sua predestinazione avrebbe oggi un compimento più sostanziale ed evidente. Il suo cammino parte da 1 e dopo Interlagos 2008 sarà ancora più difficile poterlo togliere dalla strada sulla quale il Destino e otto predecessori lo hanno messo senza esitazioni.
Dipenderà dalla McLaren e dalla Mercedes dare ad Hamilton le chances che un predestinato merita. Massa potrà tentare ancora? Non v’è dubbio che possa farlo, a patto che Kimi Raikkonen continui nella sua splendida latitanza e non riproponga autorevolmente la sua candidatura.
Sette giorni dopo l’epilogo di Interlagos, rientrata la piena tumultuosa della speranza delusa, la Ferrari fa il bilancio di una stagione conclusasi col sedicesimo titolo costruttori, cima da vertigini alla quale gli altri per arrivarci dovranno in scalata toccare in successione quota 776 presenze, 622 posti sul podio, 209 vittorie, 203 pole position, 347 prima fila, 456 posti in prima fila, 456.300 km percorsi, 369 gare in testa, 13.030 giri in testa, 67.847 km in testa, 218 giri veloci, 88.711 giri percorsi, 4.023,5 punti conquistati, 454 podi. Negli ultimi 10 anni 8 volte campione del mondo! (09:00)

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