I venti della crisi mondiale soffiano sempre più impetuosi e annunciano effetti devastanti anche per quest’anno. L’industria dell’auto è sul cammino di questo autentico uragano, ha già subìto i primi effetti distruttivi, si prepara a subirne altri. Necessario intervenire a 360 gradi per farsi trovare in condizione di reagire quando questo periodo si sarà concluso. Nessuno, però, sa quanto durerà. Prepararsi al dopo.
Fiat tra pesante cassa integrazione e ponderose linee di credito bancarie, dopo essere sfuggita alla General Motors prende un pied-à-terre a Detroit con il 35,5% di Chrysler mollata da Daimler dopo 10 anni di illusioni e fallimenti. Per produrre auto di piccola cilindrata per se stessa e per la Chrysler che così potrà avere altri soldi dal governo americano.  Bob Nardelli, amministratore delegato di Chrysler, si è affrettato a precisare <<neppure un centesimo dei soldi dei contribuenti americani andrà alla Fiat>>. 
Auto piccole che negli Usa sono un autentico flop. Nel 2008 Chevrolet Aveo -51,1%, Honda Fit -50,0, Toyota Yaris -47,6%. Marchionne lo sa bene e chissà se la nuova politica di Obama riuscirà a fare cambiare abitudini agli americani.
Il “si salvi chi può” riecheggia sinistro come sul Titanic e nel fuggi-fuggi generale verso la salvezza, Toyota, la bandiera della qualità e dell’affidabilità, incappa in più di un milione di richiami per Yaris (centomila in Italia), l’intera produzione di un anno a causa di un difetto alle cinture di sicurezza il cui sistema di pretensionamento può provocare incendi a bordo.
In Italia, come altrove, tutti al capezzale della grande ammalata per rianimarla e riportarla in salute. Il dato di Gennaio è agghiacciante, una ecatombe di segni meno. 157.418 immatricolazioni, -32,6% su Gennaio 2008 che con i chilometri zero, che nessuno dichiara, si arriva certamente al -40%.
Non è scontato che incentivi governativi  alla rottamazione possano curare le ferite. Vero è che su 33.985.000 auto circolanti in Italia 2.909.000 sono Euro 0, 3.894.000 Euro 1 e 9.139.000 Euro 2 ma perché 15.942.000 famiglie dovrebbero affrontare l’acquisto di una nuova auto piuttosto che pensare alla soluzione di altri non procrastinabili problemi quotidiani? (ore 09:00)