Absit iniuria verbis. A Ginevra come a Lourdes. Un pellegrinaggio di gruppo in attesa del miracolo. Nella terra dove non si producono auto ma che ospita ogni anno il Salone internazionale dell’auto più importante d’Europa. Il quadro dei lungodegenti rispetto a Detroit non è cambiato, casomai è peggiorato e per alcuni ammalati eccellenti, come General Motors e Chrysler, il miracolo è invocato a voce alta perché chi deve ascoltare ascolti ed agisca in fretta.
Dopo gli Usa a mettere in fibrillazione l’industria dell’auto è ora il Giappone il cui Pil calato del 12,7% nel quarto trimestre 2008, il peggiore da 35 anni, ha fatto entrare ufficialmente il Paese in recessione con inevitabili conseguenze mondiali. L’arma a doppio taglio della globalizzazione colpisce inesorabilmente. In riva al Lago Lemano si intrecciano speranze e timori. Ginevra tiene, altri Saloni come Barcellona, Tokio e persino Francoforte  sono a rischio a causa dei cambiamenti epocali di un’industria che fin oggi si è mossa su binari che sembravano immutabili.
E’ lunga anche la lista delle conferenze che il 4 Marzo, giornata dedicata alla stampa, attenderà i giornalisti arrivati a Ginevra da tutto il mondo. Tutti sono consapevoli che questa volta il confronto sarà nei fatti piuttosto che nelle parole.
Per Fiat Automobiles Group forse le notizie migliori rimbalzano dall’altra sponda dell’Atlantico innescate nello scenario mondiale da alcuni media statunitensi secondo cui nel piano presentato dalla Chrysler alla Casa Bianca ci sarebbero indicazioni sui prossimi modelli della Casa torinese: l’Alfa Romeo 149 che sostituirà la 147 e l’erede della 159 saranno prodotte anche negli Usa col nome rispettivamente di Milano e Giulia per essere presentate in Europa nell’Aprile del 2010 e nel 2011.
Ginevra 2009 apre, quindi, per l’Europa la nuova era dell’auto? E’ questa la speranza. Intanto, tutti a Ginevra <<comme si rien n’est arrivée>> (come se nulla fosse successo), come canta Carla Bruni Sarkozy nell’ultima sua canzone. (ore 09:00)