Nella palude malese affonda la Ferrari, la follia è…Rossa!

Nella palude malese affonda la Ferrari, la follia è…Rossa!

Domenica 19 Aprile si correrà in Cina. Martedì 14, tre giorni prima dell’inizio del week-end di Singapore, il Consiglio della Fia si riunirà per decidere non solo sui diffusori di Brawn, Williams e Toyota ma sul “caso McLaren” dopo le rivelazioni di Pierino Lewis Hamilton.
Non sono certo che le decisioni che saranno adottate nella Ville Lumière serviranno a rasserenare l’ambiente La convinzione che potremmo leggere un nuovo capitolo sull’ “Elogio della follia” scaturisce da fatti, tra loro apparentemente non collegabili, che trovano un nesso sconcertante sul piano della incompetenza.
Il campionato non doveva partire con due gare sub judice.
I fatti di Melbourne non sarebbero accaduti se direttore di gara e commissari avessero svolto il loro compito e la loro insufficienza e superficialità d’indagine è stata successivamente evidenziata dalle confessioni di Hamilton.
Il Gran Premio di Malesia doveva essere lasciato nella collocazione oraria originaria con partenza quando in Europa sarebbero state le 8:00 del mattino, orario che non avrebbe più di tanto guastato la Domenica agli appassionati europei di F.1.
L’interruzione, inevitabile, della gara di ieri provocata dall’atteso temporale doveva portare come immediata conseguenza la decisione di dichiarare la competizione chiusa per il semplice fatto che a termine del tempo concesso per regolamento allo stop forzato, intorno alle ore 7 locali della sera, l’illuminazione solare, a prescindere dalla intensità della pioggia, non avrebbe consentito ai piloti di gareggiare in condizioni di sicurezza.
Follie che si aggiungono alle follie. Ciascuno in questo Circo delle follie manifesta le proprie. Un male endemico che sembra avere preso più degli altri la Ferrari e gli uomini che la rappresentano al box. I quali già l’anno scorso in diverse gare avevano dimostrato che in quanto a strategia sembrano dei “dilettanti allo sbaraglio” ma quest’anno ce la stanno mettendo tutta per laurearsi in “fischi & fiaschi”. Specialità della quale non se ne avverte il bisogno dal momento che le monoposto con i problemi che manifestano a <<360 gradi>> (parole di Tombazis), e siamo appena all’inizio della stagione, surriscaldano abbastanza l’ambiente di Maranello e lo hanno già spinto dentro al pozzo delle critiche e delle polemiche.
Nel Gran Premio di Malesia la collana delle perle si è ulteriormente “impreziosita” anche per merito di Michael Schumacher “suggeritore” ufficiale al muretto. Sabato impedendo a Massa di accedere alla Q2 e probabilmente alla Q3, rischio che ha corso Raikkonen, per la cervellotica valutazione che i tempi sul giro fatti dai due piloti all’inizio dei 20 minuti della Q1 erano rassicuranti. Ieri con  l’azzardo delle gomme estreme da pioggia sulla Rossa di Raikkonen (poi costretto al ritiro dal beneamato kers) tre giri prima che cominciasse a piovere trasformando la monoposto in una utilitaria che si prendeva 20 secondi al giro. Che al box Ferrari successivamente si siano comportati come gli altri nel frenetico alternarsi di gomme estreme a gomme normali da acqua rientra nella sfera delle attività cerebrali quando ti trovi di fronte ad un fenomeno naturale imprevedibile nella sua evoluzione.
Ma non è un caso di follia che  i “mostri della laguna” malese siano gli stessi di Melbourne. La follia è… Rossa.

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