Accontentiamoci, aspettando Montmelò. Così la Ferrari rinvia di gara in gara la...

Accontentiamoci, aspettando Montmelò. Così la Ferrari rinvia di gara in gara la sua rinascita

Accontentiamoci. Se lo dice Montezemolo… Accontentiamoci. Non perché chi si accontenta gode, ma per provare a sorridere con i 3 punti conquistati da Kimi Raikkonen per se stesso e la squadra, materia prima per ricamare l’ordito di una trama ormai abusata. Ovvero di una Ferrari diversa, competitiva, rinata dal Gran Premio di Spagna del prossimo 10 Maggio. Ma dobbiamo fare una flebo di fede per credere in questa possibilità mentre la ragione ci suggerisce che rifare tutto il retrotreno della monoposto per applicare il “buco” dei diffusori non è impresa ingegnieristica semplice e facile, soprattutto campionato durante e col divieto del nuovo regolamento di qualsiasi test se non al banco o nella galleria del vento.
 Nonostante l’intervento dell’apostolo Luca la Ferrari non è rimasta folgorata sulla strada di Manama. Accontentiamoci, quindi, del fatto che Kimi per qualche giro sia stato al comando della gara, nel finale per qualche altro giro in seconda posizione per concludere quattro posizioni avanti rispetto al decimo posto di partenza. In tempi grami anche la miseria è ricchezza. Dello spirito. Quello sì, indomito e indomabile. Accontentiamoci, perché i 3 punti conquistati potevano ancora ieri rimanere una chimera ed ora avremmo recriminato sulla mancanza di “saggezza” di Massa che stava per rovinare la sua gara (lo ha fatto) e quella del compagno di squadra quando si è visto sfilare in partenza dal finlandese. Riguardando quell’azzardo mi ripeto che dobbiamo veramente accontentarci di quello che il convento ci ha passato e trasformare l’elemosina in anelito di vita.
Aspettando Montmelò alziamo lo sguardo alla vetta dell’Olimpo, ai 50 punti della Brawn GP ed ai 31 di Jenson Button dopo 4 gare e non facciamoci prendere dalle bramosie di Prometeo perché non possiamo aspettarci che le monoposto di Ross Brawn vengano colte da improvvisa anemia, né che cadano in letargo le Red Bull, o abbiano cali di memoria le Toyota. Chi fin oggi è stato protagonista del campionato continuerà ad esserlo e togliergli la scena è impresa titanica, appunto. Più realisticamente per quanto riguarda il campionato piloti saranno Barrichello, Vettel e Trulli a potere in qualche modo contrastare il risorto Button, il quale se avesse avuto la macchina giusta già qualche anno fa Hamilton non sarebbe arrivato agli altari di quella che sembra oggi un’effimera gloria. Ricordiamoci sempre che Enzo Ferrari diceva che <<non conta il pilota, conta la macchina>> ovviamente parlando della sua Ferrari.
Altrettanto realisticamente il campionato costruttori continuerà ad avere in BrawnGP, Red Bull e Toyota gli interpreti principali dal Gran Premio di Spagna, come fin oggi accaduto.
E rendiamo, ammirati, omaggio alla McLaren e a Lewis Hamilton, spesso “solo chiacchiere e distintivo”, che ieri s’è tenuto stretto il quarto posto di partenza ed ha più motivo di noi di accontentarsi dei 9 punti del suo bottino personale e dei 13 della squadra. Forse entrambi riceveranno una mazzata disciplinare il 29 Aprile e forse la Mercedes lascerà il mondiale come annunciato. La clemenza che Whitmarsh, umile e pentito, ha chiesto alla Fia, è il grido di aiuto, che non può rimanere inascoltato, di una grande scuderia della storia della F.1 che vuole continuare a scrivere questa storia. Oggi con l’umiltà necessaria. Come sta già dimostrando nella lotta impari contro i nuovi padroni del campionato. (09:00)

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