Se il risultato scaturisce dalla clemenza invocata da Martin Whitmarsh bisogna dare atto al team principal della McLaren di avere saputo giocare la carta giusta al momento giusto. E’ più probabile che la sentenza adottata a Parigi dalla Fia, a margine delle bugie raccontate a Melbourne da Hamilton e dal team manager Dave Ryan (licenziato in tronco per questo), sia l’ennesima dimostrazione della incapacità dei governanti dello sport automobilistico di gestire un governo che tiene conto più dei fatti politici che di quelli sportivi.
Nei giorni dell’angoscia, per tutto l’entourage McLaren Mercedes, sono stato tra coloro che hanno chiesto clemenza per una scuderia che ha fatto la storia della F.1 e che nel recente passato ha pagato per la spy story. Alla quale nella giusta misura doveva, comunque, essere comminata una pena proporzionale al danno sportivo da essa procurato alla F.1. Tre gare di sospensione dal campionato è una giusta misura. Anzi sarebbe stata la giusta misura. Se la Fia non avesse voluto eccedere, senza per altro tenere conto della recidività: ti punisco se ti pesco ancora con le  mani nel sacco. E chi è quello scemo in McLaren che cadrà in questo errore? Non certamente Lewis Hamilton, che per altro, se l’è già cavata senza una graffio pur essendo stato l’interprete principale della sceneggiata ai danni di Trulli. Men che meno alcuno tra  i grandi, medi e piccoli pesci dell’acquario Mercedes che danno vita nell’insieme al team.
La Fia in questo momento ha interesse a incrinare il fronte che vede Montezemolo e Briatore aggregatori di razza per quel campionato parallelo che, anche alla luce dei fatti odierni, sembra ancor più prospettarsi. Tenersi buona la Mercedes, che addirittura aveva minacciato di uscire definitivamente dalla F.1, è stata la necessità che ha spinto verso la non sentenza.
Volendo guardare in modo eccessivamente positivo la prospettiva dico: meglio così. Avremo, forse, un campionato ancora di più interessante e una team motivato e determinato a risorgere. Ma non diciamo che le bugie hanno le gambe corte. Sono così lunghe da portare la McLaren e Lewis Hamilton in fondo al campionato indenni. (ore 13:00)