La rinuncia di Schumacher, la ragione sul cuore

La rinuncia di Schumacher, la ragione sul cuore

La rinuncia di Michael Schumacher dimostra che la sua iniziale decisione di sostituire l’infortunato Felipe Massa era sì dettata dal cuore ma che la ragione non era stata affatto messa da parte. Ed ora è stata ascoltata. E’, quindi, la dimostrazione che in certi casi la ragione può più del cuore così come la storia può più dell’avventura. Non ha nulla di che vergognarsi il sette volte campione del mondo. L’esserre umano come tale ha i suoi limiti. Il limite di Michael è stato prefabbricato da un incidente in moto che gli ha provocato dei traumi al collo, dal quale è in fase di guarigione ma che per un ex pilota che vuole tornare a guidare una monoposto di Formula Uno e per giunta sul circuito di Valencia, circuito cittadino e pieno di curve che impegnano allo stremo i piloti in attività e quindi allenati, ha costituito appunto un limite che la ragione ha dichiarato invalicabile.
L’uscita di scena di Michael Schumacher sconvolge ed annulla di colpo le possibilità di un business legato al suo nome e soprattutto costringerà la Ferrari non solo a porre rimedio al presente (lo ha fatto indicando Luca Badoer sostituto di Massa) ma a rivedere i piani del futuro. Perché è chiaro che se Schumi fosse rientrato alla grande, come grande solo lui è stato e poteva ancora essere, le possibilità di un rientro di Felipe Massa non sarebbe state prese in considerazione ed anzi sul “vecchio” Schumi si sarebbe potuto costruire il futuro più immediato della Ferrari. L’autoesclusione del sette volte campione del mondo che rimane nei ranghi dei “pensionati” ripropone l’ipotesi dell’arrivo di Fernando Alonso a Maranello e su questa ipotesi si innesta quella che allo stato attuale non vede più partente Kimi Raikkonen, a meno di una guarigione di Massa che sia veramente totale.
La ragione sul cuore. Ma soprattutto la storia sull’avventura. La storia di Michael Schumacher sette volte campione del mondo non poteva essere messa in gioco anche con l’handicap di un invalidante dolore al collo. (ore 15:00)

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