Tredici squadre quindi 26 piloti. Fin oggi, perché le iscrizioni sono ancora aperte. Comunque, Carneade va al Circus. Carneade con la livrea di Campos Meta, Manor Virgin, USF1, ma anche Sauber, “vedova” di Bmw, che ha lasciato insieme con la Toyota entrambi deluse, e Lotus un nome mitico che richiama il ricordo di Colin Chapman (ma quella era tutt’altra Lotus). Carneade con le sembianze di Vitaly Petrov, Nico Hulkenberg, Lucas Di Grassi, Bruno Senna (solo suggestione d’un cognome), Pastor Maldonato, Fairuz Fauzy, Pablo Sanchez Lopez, Adam Carroll e Jonathan Summerton. Una folla di sconosciuti che si agita ai margini dei team ancora non formati in cerca di un posto di lavoro in concorrenza con “disoccupati” già noti come Nick Heidfeld, Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli e Jacques Villeneuve (il ritorno del campione del mondo 1997)
Jean Todt ha ereditato dall’ineffabile Max Mosley un campionato di F.1 diventato un pianeta da scoprire. Ma prima ancora da (ri)creare quasi dal nulla come se dal 1950 ad oggi non fosse accaduto nulla. Un pianeta che comporta problematiche strutturali per l’adeguamento di tutte le strutture dei circuiti resi necessari dal superaffollamento sia nella zona box per gli spazi da ridistribuire a 13 o più team, sia nella zona griglia di partenza.
Il 14 Marzo si riprenderà col Gran Premio del Bahrain e tutto è ancora in alto mare. Tutto per tutti tranne sei squadre e tra queste sei con alcuni distinguo. La Brawn Gp è ormai Mercedes GP perché la Stella di Stoccarda ha deciso di splendere da sola senza McLaren alla quale comunque continuerà a fornire i motori. Ma mentre la McLaren ha già definito la coppia dei piloti, la strana coppia Hamilton e Button neo campione del mondo che comporterà problemi di strategia disciplinare interna che già immagino più problematica di quella mai compiutamente effettuata quando era Alonso a fare coppia con Lewis, la Mercedes non sa ancora chi affiancare a Nico Rosberg. Il corteggiamento a Michael Schumacher è intenso. L’alternativa al 7 volte campione del mondo è Nick Heidfeld rimasto appiedato per l’abbandono della Bmw.
Definita in tutte le sue componenti è la Ferrari nella quale non è scontata una pacifica e amichevole convivenza fra Fernando Alonso arrivato per una lunga striscia iridata alla Schumi e Felipe Massa, da parte sua convinto che sarà in corsa per il titolo fallito nel 2008.
Definita in quanto ai confermati piloti Sebastian Vettel e Mark Webber la Red Bull alla quale manca ancora la conferma del motore Renault. E se cambiasse il fornitore non sarebbe un problema di poco conto.
Definita la Williams una delle tante con motore Cosworth e con guide affidate al vecchiaccio Rubens Barrichello ed allo sconosciuto Nico Hulkenberg.
Completata la Toro Rosso che avrà ancora motore Ferrari e piloti Sébatian Buemi e Jaime Alguersuari. Così come la Force India motorizzata Mercedes che ha deciso di affidare le sue chances ad Adrian Sutil e Vitantonio Liuzzi lasciando fuori Giancarlo Fisichella reo di “alto tradimento” per essersi lasciato allettare dalla Ferrari come sostituto di Massa con una partecipazione totalmente fallimentare.
Per il resto tutto è ancora indeciso e indecifrabile. La Renault perso Alonso ha chiamato Kubica al quale non ha valutato se affiancare Kovalainen, scaricato dalla McLaren, o Kobayashi. La Campos Meta non sa ancora se avrà il motore Cosworth e se il secondo pilota da affiancare a Bruno Senna sarà Maldonato. La Manor Virgin, anch’essa col propulsore Cosworth, ha preso Glock, orfano di Toyota, e forse anche Di Grassi. La USF1 non sa se potrà avere come partner motoristica la Cosworth né chi affiancare al già ingaggiato Lopez (Villeneuve o Summerton). La Sauber che eredita la Bmw (in pratica si riprende in toto quel che era suo) aspira al motore Ferrari e si è impegnata in trattative per la coppia piloti Fisichella-Petrov.
Infine la Lotus. Trattamento a parte in memoria dei trascorsi: debutto in F.1 nel 1958 al Gran Premio di Montecarlo; ultima gara nel 1994 (Gran Premio d’Australia); 491 gp disputati; 79 vinti; campione del mondo piloti nel 1963 e 1965 (Jim Clark), 1968 (Graham Hill), 1970 (Jochen Rindt), 1972 (Emerson Fittipaldi) 1978 (Mario Andretti); campione del mondo costruttori 1963, 1965, 1968, 1970, 1972, 1973 e 1978. Bene dimenticate tutto questo. Oggi è un’altra Lotus, non batte più bandiera di Sua Maestà britannica ma della Malaysia. Forse avrà il motore Cosworth e forse la coppia di piloti Trulli-Villeneuve (se Jacquo non finirà prima alla Manor).
Un bel quadro. Ancora incompleto, anche perché manca la verifica delle forze in campo. Che forse cominceremo ad avere con i test invernali. Ricordandoci che la scorsa stagione il Carneade di turno Brawn GP ha smentito pronostici e previsioni sconvolgendo il mondiale e vincendo entrambi i titoli. (ore 09:00)
Nella foto, Lewis Hamilton.