La catastrofe annunciata non si è verificata. Se è vero che l’inflazione si è attestata al livello più basso degli ultimi 50 anni. Anche l’anno oribilis dell’industria dell’auto non si è concretizzato. Se è vero che il 2009 è stato chiuso con una irrisoria flessione dello 0,17% sul 2008.
Sono dati di fatto che dobbiamo ritenere inconfutabili. Sicché è con vero sollievo che apprendiamo che gli aumenti congiunturali  più significativi si sono verificati nel comparto delle bevande alcoliche e tabacchi (+1,8%) mentre in settori ben più importanti e meno nocivi come prodotti alimentari, istruzione, bevande analcoliche, comunicazioni, abitazione, acqua ed elettricità le variazioni sono state nulle. Sono restio a credere che anche il settore dei combustibili non abbia registrato incrementi, come comunica l’Istat, perché i prezzi alla pompa di benzina e gasolio in effetti rincari ne hanno subito. Ma la statistica è statistica. Una scienza.
Il mercato dell’auto da barbone d’inizio anno si è trasformato in ricco senza problemi. Miracoli di Natale! Il fatto è che è un mercato “drogato” dagli incentivi statali e delle Case automobilistiche. Agevolazioni che prima o dopo dovranno finire: i primi per ovvi motivi di bilancio, i secondi perché le Case dovranno recuperare un minimo di redditività per evitare bilanci in rosso.
C’è anche un altro segnale positivo che viene da due eventi quasi concomitanti: le festività di fine anno in cui si è speso come ai tempi delle vacche grasse e la stagione dei saldi che crea incredibili file di clienti davanti ai negozi pronti a spendere come se nulla fosse.
Ora che Berlusconi e Tremonti avessero ragione a promulgare il verbo dell’ottismo non mi pare che ci siano più dubbi. Ma vorrei capire dov’era, e dov’è, la montatura. Pur volendo credere al “Miracolo nella 34ma strada” (Les Mayfield docet). (ore 09:00)