La ripresa c’è e non si vede. Anzi, la ripresa è disomogenea, debole in Europa, ancora fragile ovunque, per dirla col governatore di Bankitalia, Mario Draghi, secondo il quale il 2010 sarà un anno cruciale per tradurre nei fatti le proposte politiche e legislative che sono state avanzate in risposta alla crisi finanziaria internazionale, nell’ambito della spinta verso la riforma finanziaria globale.
Sappiamo ormai con certezza che di incentivi per l’auto non ce ne saranno più. I produttori dovranno sbrigarsela da soli per vendere e affrontare le insidie di un mercato che fisiologicamente tra domanda e offerta non potrà fornire consuntivi esaltanti. Forse deprimenti. La nuova manovra varata dal governo desta perplessità. Gli sconti ci saranno fino all’esaurimento dei fondi. Il che vuol dire che li otterrà chi arriva prima. Potrebbe diventare una vera e propria corsa all’incentivo, quella che si aprirà il 6 aprile con l’avvio delle misure di sostegno alla produzione varate dal governo. I 300 milioni a disposizione si esauriranno nel giro di pochi mesi, in qualche caso, come quello dei motorini, la durata si ridurrà a 2-3 settimane, secondo i produttori.
Quando sarà possibile trarre le conclusioni verificheremo a cosa sia servito incentivare la vendita di motorini e quant’altro, cucine e frigo compresi.
Non possiamo neanche gridare alla Mike Bongiorno “allegria!” se guardiamo alle esportazioni italiane che a gennaio sono cresciute nel complesso dell’1% rispetto a gennaio 2009. E’  la prima variazione tendenziale positiva da settembre 2008 ma non induce all’ottismo perché rispetto a dicembre 2009 l’export segna un calo dell’1,6% (le esportazioni verso i paesi Ue si segnalano per un -1,4%, mentre quelle verso il Paesi extra-Ue sono aumentate del 4,7%). Anche le importazioni su base annua sono calate dello 0,3% mentre su base mensile l’import segna un +1,1% (i flussi dai Paesi Ue segnalano +3,2%, ma una riduzione del 3,7% verso quelli non comunitari).
La verità è che il saldo complessivo è negativo per 3.360 milioni di euro seppure in miglioramento rispetto al deficit di 3.608 milioni di gennaio 2009. Per le esportazioni andamenti tendenziali positivi si registrano per energia (+41%) e prodotti intermedi (+4,5%), mentre flessioni si rilevano per beni di consumo durevoli (-10,1%), beni strumentali (-3,1%) e beni di consumo non durevoli (-1,4%).
Chissà come è contenta la gente nell’apprendere queste cifre. Soprattutto quella stragrande maggioranza che si deve confrontare ogni mese, mese dopo mese, con la fatidica “quarta settimana”, quella del dramma economico perché nel frattempo l’esiguo portofoglio ha esaurito le sue insufficienti risorse. (ore 09:00)