Mi dichiaro ammiratore del signor Bersani

Mi dichiaro ammiratore del signor Bersani

La rosa dei venti è perversa. Il vento che stava soffiando a sinistra e ch’egli avvertiva (ma solo lui) chiaro e forte ha continuato a soffiare verso destra. La vittoria che doveva essere netta ed avrebbe dovuto indurre gli antagonisti a trarne le conseguenze non c’è stata. Ovvero, c’è stata ma non si vede concretamente. Ci vogliono doti particolari che i comuni mortali non hanno.
Quando incontro una persona che non si piega fatalmente alla furia degli eventi e resiste come un capitano coraggioso sull’ultimo bastione
difendibile ed arringa le sue truppe perché come Enrico Toti vadano a petto nudo contro il nemico armato fino ai denti, non posso non ammirarla.
Pierluigi Bersani è un politico onesto, sagace, lungimirante, semplice. Si accontenta di poco e quel poco che riceve per lui è oro zecchino. Ha perso anche in questa occasione:4 regioni, 4 province, un bel pò di comuni. Dov’è la vittoria? Lo chiedo non perché qualcuno “…le porga la chioma, ché schiava di Roma Iddio la creò…”. Anzi, non lo chiedo. Lo spiego:
Castelli e Brunetta sono caduti nelle battaglie di Lecco e Venezia. Ne basta e ne avanza. Vi pare poco? Due pezzi da novanta forti di eserciti che dovevano essere invincibili sconfitti dalle stampelle degli Enrico Toti dei
luoghi.
Bersani per questo ha la mia incondizionata ammirazione. E sono anche convinto ch’egli sia Magnifico quanto il più famoso Lorenzo de’ Medici. Quello che, lo ricordo al colto e all’inclita, promulgava la filosofia (carnascialesca) “…chi vuole essere lieto sia, del doman non v’è certezza…”.
Mi resta da capire nel PD chi sia Bacco e chi sia Arianna,”belli, e l’un de l’altro ardenti: perché ‘l tempo fugge e inganna,sempre insieme stan contenti”. (ore 09:00)

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