Arsène Lupin, personaggio di fantasia nato dalla penna di Maurice Leblanc nel 1905, è un elegantissimo “ladro gentiluomo” che ruba per sé ma anche per i più bisognosi e sempre e solo ai più facoltosi. Amante delle donne, del gioco, del lusso e chiaramente del denaro, Lupin è caratterizzato da un notevole senso dello humor. È un abile trasformista capace di truccarsi e travestirsi secondo le occasioni in altre persone che interpreta alla perfezione. Arsène viene, inoltre, descritto come abile negli sport, soprattutto nelle arti marziali, possiede doti di prestigiatore ed eccelle nell’arte del furto. Molto intelligente e furbo, ironico e audace, possiede grande cultura ed è anche un intenditore d’arte oltre che della raffinata arte della seduzione. Sotto certi aspetti sono emuli di Lupin i falsari del XXI secolo che continuano a farsi beffa di quanti avevano sbandierato ai quattro venti che l’euro sarebbe stata una bancanota impossibile da falsificare. Succede, al contrario, che nel 2009 in Eurolandia è continuato a salire il numero di banconote contraffatte. I tagli da 20 euro (48,3%) e 50 (36,1%) sono i preferiti dai falsari, come informa la Banca centrale europea nel suo rapporto annuale, la quale ci informa, ancora, che i Centri nazionali di analisi dei falsi hanno ricevuto circa 860.000 banconote false contro poco più di 650.000 nel 2008. Intelligente, furbo, ironico, audace l’emulo di Arsène continua a farsi beffa indisturbato delle certezze dei padri dell’euro. Certamente non ha nulla a che vedere col falsario ma, informa l’ineffabile presidente della Bce, monsier Trichet, << anche se le prospettive inflazionistiche restato moderate la Banca centrale europea è pronta ad adottare i necessari e opportuni interventi se i prezzi dovessero salire>>. Prezzi che secondo Trichet, evidentemente, sono stabili! Forse egli abita nel pianeta più lontano dalla Terra e da lì opera, sicché non sa bene quel che succede nel Vecchio Continente. Ci consoliamo col fatto che la Bce ha chiuso il 2009 con un utile netto di 2,25 miliardi di euro distribuiti in proporzione fra le banche centrali nazionali di Eurolandia. I cittadini europei con le banche centrali nazionali non c’entrano nulla e per questo continuano solo ad incassare i rialzi dei prezzi. (ore 11:00)

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