Le scatole cinesi dei deficit nazionali

Le scatole cinesi dei deficit nazionali

Dopo la Grecia il Portogallo. L’Europa continua a scoprire che i controlli dei bilanci statali sono solo un’utopia e finché i governi nazionali possono bluffare va bene, quando si arriva al limite le magagne vengono fuori. Execusatio non petita: il ministro delle Finanze portoghese, Fernando Teixeira dos Santos, ha cercato di rassicurare i mercati, dicendo che le iniziative anti-deficit a lungo termine già assunte dal governo sono sufficienti e non servono misure aggiuntive. Sarà anche vero, ma il riscontro pratico dimostra che i mercati continuano a prendere di mira il Paese lusitano e lo swap sui rendimenti dei bond decennali hanno raggiunto il massimo storico di 232-261 punti base. Anche la Borsa di Lisbona ha ceduto del 2,57%. Il piano anti-deficit del Portogallo prevede di riportare nel 2013 il deficit dal 9,4% del 2009 al 2,8%. Bruxelles all’inizio di aprile ha approvato il piano di Lisbona, anche se la commissione Ue non esclude l’applicazione di misure aggiuntive. Teixeira dos Santos si dice certo che il Portogallo non incontrerà difficoltà.
Queste stesse certezza le avevano ad Atene salvo poi ad essere sburgiardati dai fatti ed avere costretto l’Europa a correre al capezzale in un Stato alla bancarotta. E nonostante le operazioni di salvataggio in corso l’agenzia internazionale Moody’s ha annunciato che c’è il <<serio rischio che il debito possa stabilizzarsi a un livello più alto e più costoso (per i Paesi soccorritori, Italia tra questi; nda) di quanto inizialmente previsto>> ed ha altresì annunciato il taglio del rating sovrano della Grecia da A2 a A3 con la possibilità di ridurlo ulteriormente. Da parte sua Eurostat ha aumentato il deficit di Atene per il 2009, portandolo dal 12,9% al 13,6%.
Sarebbe l’ora che la smettessero con le assicurazioni di comodo e con le inutili alchemie finanziarie. Si imbocchi la strada dei riscontri rigorosi per evitare che questa situazione si trasformi in pericolose e non più controllabili scatole cinesi per l’euro e la sua stabilità. (ore 09:00)

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