Ci mancava Katrina perché il prezzo del petrolio continuasse la sua incontrollata e vertiginosa ascesa verso prezzi ormai incontrollabili. Sotto questo aspetto Katrina ha non solo distrutto New Orleans e ucciso chissà quante persone (forse lo sapremo quando la città sarà completamente prosciugata) ma ha colpito anche gli automobilisti italiani. Da noi non ha fatto vittime ma ha colpito le tasche di tutti coloro che sono costretti a viaggiare in auto e a fare il pieno. Siamo arrivati a euro 1,367 al litro per la “verde” e a 1,238 al litro per il gasolio.
Vorremo fare di necessità virtù. Ma la virtù degli automobilisti italiani si trasforma in dabbenaggine quando ci si ricorda che sulla “nostra” benzina gravano balzelli che non avremmo più motivo di pagare. Ma, ahimè, da una tantum, evento dopo evento, tutti i balzelli si sono trasformati in una semper.
Continuiamo, infatti, a pagare dal 2004 euro 2,01 come contributo al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri. Continuiamo a contribuire per 1,14 euro dal 1996 per la missione in Bosnia e 0,59 dal 1983 per la missione in Libano.
Poi ci sono tre terremoti che ancora gravano sul prezzo della benzina: dal 1980 euro 3,87 per il sisma dell’Irpinia, 5,11 dal 1976 per quello del Friuli, 0,52 dal 1968 per quello del Belice.
Ma non è finita perché ci sono dal 1966 0,52 centesimi per l’alluvione di Firenze e dal 1963 altri 0,52 per il disastro del Vajont.
Dal 1956 0,72 centesimi per la crisi di Suez fino ad arrivare all’assurdo che paghiamo nientemeno che dal 1935, 0,10 centesimi per la guerra d’Abissinia. Ci vuole Sasà di “Striscia la notizia” col suo “incredibileeeee!” In totale sommano euro 15,1.E Pantalone paga. (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.