Il “grande fratello”, l’occhio che tutto vede “figlio” della tecnologia elettronica, continua ad essere invocato nel calcio. Ci fosse stato ieri in Sud Africa due arbitri avrebbero potuto rimediare a due errori pacchiani, non concedendo l’uno un gol sacrosanto, l’altro annullandone uno clamorosamente  viziato da fuorigioco.
Il “grande fratello” che tutto vede e controlla è da tempo partner di lavoro nelle gare di Formula Uno. Tutto quel che succede, attimo per attimo, nelle prove e in gara, è visto in diretta e registrato. Sono ascoltati in diretta e registrati tutti gli scambi di notizie che via radio affluiscono dal team al pilota e viceversa.
E allora è tutto ridicolo quel che ieri è accaduto a Valencia. Viene da piangere, non da ridere. Appena la settimana scorsa il Consiglio mondiale della Federazione internazionale dell’automobile riunito a Ginevra ha preso una serie di importanti delibere. Una di queste ha riguardato la safety car dopo la querelle scaturita nel Principato di Monaco in seguito al sorpasso di Schumacher su Alonso, sanzionato con la retrocessione del tedesco nell’ordine d’arrivo
Al Gran premio d’Europa ci siamo resi conto che il tempo reale è una unità di misura teorica, una sorta di teoria della relatività applicata alle circostanze.
La safety car entrata al nono giro, chiamata in causa dal pauroso incidente a Mark Webber risoltosi con la spettacolarità di un mancato decollo e di un atterraggio terrificante col pilota salvato dalla cellula di sopravvivenza della Red Bull, ha di fatto creato un privilegio che poteva essere eliminato ma non è stato fatto. Mentre la macchina usciva dalla pit lane è arrivato per primo Vettel, in fuga dalla partenza, che la safety ha lasciato passare e subito dopo Hamilton il quale, come usa dirsi pittorescamente alla latitudine di Messina, senza sapere né leggere né scrivere, l’ha superata ed ha continuano ad inseguire Vettel. Alonso terzo e Massa quarto disciplinatamente si sono accodati. La safety avrebbe dovuto superare i due, metterseli dietro insieme con tutti gli altri. Oppure poteva lasciarsi superare da tutti i piloti e aspettarli per ricompattarli da Vettel all’ultimo nell’ordine fino a quel momento consolidato dalla gara. Invece no. Apprendiamo, ecco la nuova perla di saggezza della Fia, che Vettel ha fatto una manovra consentita! Di fatto è stato privilegiato (intendiamoci, avrebbe stravinto lo stesso) perché tutti gli altri hanno dovuto rispettare il “tappo” creato dalla safety car. Hamilton, il furbetto, ha al contrario superato e quindi la manovra è stata ritenuta illecita.
Bene. Questo è accaduto al nono giro. I commissari di gara in tempo reale hanno visto sui loro monitor la manovra di Hamilton. C’era poco da pensarci, erano in condizione di decidere immediatamente, safety car durante. Invece non solo non lo hanno fatto fin quando la safety è rimasta in pista (tredicesimo giro) ma hanno aspettato il 24mo giro per sanzionare il furbo albionico. Il quale è entrato in pit lane dalla seconda posizione e nella stessa è rientrato per arrivare tranquillo al traguardo. Lo avessero fermato prima si sarebbe trovato in decima posizione o poco davanti.
Inoltre, sempre in tempo reale gli infaticabili (del pensiero, non dell’azione) commissari hanno constatato che ben nove piloti non avevano rispettato i limiti di velocità in regime di safety car. E che hanno fatto? Hanno fatto finire la gara e hanno deciso solo quasi tre ore dopo. Con un’altra cazzata: a ciascuno dei nove sono stati inflitti 5 secondi di penalizzazione che di fatto “salva” l’ordine d’arrivo e la distribuzione dei punti mondiali. Per Alonso passare dal nono all’ottavo posto e per Massa dal 14mo all’11mo figurati cosa possa significare! Erano ad un passo dal podio entrambi.
E’ pur vero che la Ferrari nel festival delle cazzate ci ha messo le sue ritardando di un giro il rientro dei piloti per il cambio gomme non approfittando come altri team dell’occasione favorevole offerta dalla safety car. Domenicali e soci erano assenti per la pausa caffé! Un gara da podio si è trasformata in inferno. Alonso nono, poi ottavo, e Massa quattordicesimo.
A las cinco de la tarde nell’arena di Valencia di vincitori sportivi non ce ne sono stati. Neanche il Red Bull di mister Dieter Mateschitz. (ore 10:00)