A 31 anni per un pilota pluridecorato mondiale avrebbe il diritto di pensare alla pensione. Valentino Rossi è il Fenomeno anche per le sfide che continua a porsi ed accettare come se fosse un pilota di primo pelo. Uno che ha vinto 9 titoli mondiali in quattro differenti classi (uno 125, uno 250, uno 500 e sei MotoGP) potrebbe a fine stagione starsene a casa. Non deve più dimostrare niente a nessuno. A nessuno ma non a se stesso. Ed ecco l’arrivo, da anni auspicato, in Ducati. La Rossa col Rossi. O se vi piace di più, il Rossi con la Rossa. L’italiano più illustre e famoso del motociclismo agonistico moderno con l’italiana più illustre e famosa tra le due ruote del made in Italy. Dalle parti di Borgo Panigale sono già passati due italiani e Vale, quindi, non ha almeno questo primato. Loris Capirossi dal 2003 al 2007 (sette vittorie, 8 secondi e 7 terzi posti), Marco Melandri meteora fallimentare nel 2008 (18 gare, nessun podio, 51 punti finale per un insignificante diciassettesimo posto nella classifica piloti). Valentino Rossi, urbinate classe 1979, segno zodiacale Acquario, è tutt’altro che Capirossi e Melandri, anche messi insieme. E’ il massimo che la Ducati potesse a questo punto della sua storia sperare di avere. Che sia per 2 anni è tutto da vedere. Un Rossi col decimo e anche con l’undicesimo titolo iridato a quel punto farebbe bene a pensare di chiudere l’attività agonistica in moto piuttosto che, a 34 anni, essere il terzo pilota Ferrari. Se approdasse a Maranello, sarebbe la madre di tutte le sfide ed a quel punto non più Fenomeno ma Highlander.
Vale arriva alla Ducati non per soldi ma per amore, ha detto, dopo avere testimoniato tutto il suo amore alla Yamaha, dove è arrivato  nel 2004 resuscitandola e ubriacandola con un titolo  iridato arrivato a dodici anni di distanza dall’ultima vittoria, quella dello statunitense Wayne Rainey. In un’appassionata lettera di commiato. Separazione consensuale, quasi eutanasia d’un amore a leggere Valentino. Il quale è campione sui campi di gara e fuori. Soprattutto nella gestione della sua immagine. Non per niente il 31 maggio 2005 ha ricevuto una laurea magistrale honoris causa in Comunicazione e Pubblicità dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Il Dottore, insomma, sa sempre quello che fa. Anche quando scrive lettere d’amore. (ore 21:30)

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