Non capisco, vorrei capire, ma mi adeguo. Nel giorno in cui Marchionne ha voltato pagina in Fiat attuando l’annunciato spin off, il presidente Confindustria Emma Marcegaglia dice una cosa il Centro studi della stessa Confindustria ne dice un’altra. Di segno contrario. Secondo Emma Marcegaglia <<il peggio è alle spalle, la recessione non c’è più anche se in Italia esiste ancora il problema della bassa crescita e dunque non sono più rinviabili le riforme>>.
Questa convinzione corrobora il nostro ottimismo anche se, costretti a farlo perché va di moda, guardando alla Germania che nel 2010 crescerà del 3,4% e alla media europea che è dell’1,7% , ci rendiamo conto ancora una volta che il problema è una bassa crescita italiana che vuole dire una capacità più lenta di riassorbire la disoccupazione. Da noi si stima di arrivare a un 9,1% di tasso di disoccupazione del 2011. Il tema è che (probabilmente) il peggio è alle spalle ma siamo ancora in una situazione incerta, una situazione che se andrà avanti così, con questo tasso di crescita, ci permetterà di tornare ai livelli pre-crisi solo nel 2013. La Germania ci tornerà gia’ nel 2011. L’erba dei vicino… Ma non è un erba da invidiare se è vero che tra i mercati europei dell’auto quello tedesco in agosto è stato quello che è franato rovinosamente, più del nostro, e la locomotiva d’Europa procede asmatica piuttosto che spedita.
Il Centro studi della Confindustria da parte sua ci informa che <<la ripresa italiana perde slancio dopo l’accelerazione superiore alle attese nella prima metà dell’anno>>, il Pil nel 2010 viene confermato all’1,2%, mentre la stima del 2011 viene rivista al ribasso dall’1,6% all’1,3%.
Il peggio è alle spalle o no? Dobbiamo essere ottimisti oppure dobbiamo continuare a prevedere sventure? (ore 19:30)