Il disastro provocato dal terremoto, ma più ancora dallo tsunami, in Giappone ha messo in ginocchio una nazione ch’era risorta dalle macerie della II Guerra Mondiale, ancora più tragiche e drammatiche dopo le devastazioni atomiche di Hiroshima e Nakasaki. Nemesi ha riaperto la finestra del tempo e scaraventato il Giappone nello stesso incubo atomico. Il pericolo incombente non riguarda solo il popolo del “sol levante” ma l’intera umanità perché se i nuovi “kamikaze” della pace inviati nella zona non riusciranno a domare il “mostro” di Fukushima n1, i cui 6 reattori sono da mettere tutti in sicurezza, la nube radioattiva portata al vento si disperderà ai quattro angoli del mondo. Nessuno potrà ritenersi al riparo dalle radiazioni. Ma già nella dimensione attuale la situazione giapponese è catastrofica per tutta l’umanità e lo dimostro il fatto che un Paese superorganizzato e supertecnologico non riesce a risollevarsi con la celerità che l’emergenza richiede. Sulla base dei dati ufficiali forniti dalla polizia nazionale, le vittime sono salite a 8.133 unità e i dispersi a 12.272. Il bilancio è destinato a diventare ancora più pesante perché, ad esempio, solo nella prefettura di Miyagi, la polizia locale ha detto di stimare più di 15.000 vittime. Il sisma di magnitudo 9, il più potente mai registrato in Giappone che ha provocato uno tsunami con onde superiori ai 10 metri di altezza ha fatto dell’11 marzo 2011 la “giornata della sciagura” più grave dopo il terremoto del 1923 nella regione del Kanto, quella di Tokyo, in cui morirono 142.000 persone.
Come se il mondo non fosse abbastanza impegnato nell’opera di soccorso del popolo giapponese per vincere tutti insieme una battaglia che non è solo dei giapponesi, chi regge e governa i nostri destini ha pensato bene di inventarsi lo svago della guerra alla Libia del colonnello Gheddafi. Oddio, non ce l’abbiamo con lui dice il presidente Usa Obama, abbiamo solo sentito il dovere di intervenire in soccorso, anche quì, d’un popolo che vuole libertà e dignità. Stupendo! Non si poteva fare prima quando i cosiddetti ribelli sembrava stessero per dare scacco matto all’incredulo colonnello approffittando di quella favorevole circostanza invece di permettere allo stesso ineffabile colonnello di passare al contrattacco ed arrivare fino all’annientamento fisico di tutti i suoi rivali politici? Per carità! Le organizzazioni supraparte come Onu, Nato, Unione Europea, G8 sono tanto utili quanto inutili quando si perdono in chiacchiere e prima di passare dal pensiero all’azione hanno bisogno anni di luce di elucubrazioni retoriche.
Speriamo che tutto finisca presto, auspica il cardinale Bagnasco. Presto, quando? Presto, come? E poi? Ci dedicheremo finalmente a costruire o ancora distruggere in qualche modo e da qualche parte del mondo? Facciamoci del male, fratelli. (ore 09:00)