La Ferrari della resurrezione solo sognata è rimasta nel baratro della mediocrità dal quale da cinque gara tenta disperatamente di venire fuori. E deva fare i conti con un ordine d’arrivo che non le consente contorcimenti dialettici di difesa. Fernando Alonso ha concluso al quinto posto doppiato, Felipe Massa nel ruolo di fantasma dell’opera buffa finita col cambio rotto a otto giri dalla conclusione quando navigava a fatica in decima posizione incalzato e inesorabilmente superato dalle “Ferrarine” Sauber di Sergio Lopez e Kamui Kobayashi.
Sono due riscontri che cancellano la prestazione di sabato e annichiliscono le timide sensazioni sbocciate con la partenza bruciante di Alonso che ha fatto marameo a Webber, Vettel ed Hamilton per volare alla prima curva in testa alla gara e mantenerla anche dopo il primo cambio gomme.
La Ferrari delle gomme morbide, se Fernando ha voglia di metterci del suo, è la Ferrari della grande illusione, del bluff giocato ad un tavolo proibitivo perché il mazziere continua a dare alla Rossa carte che a mala pena possono portarla ad un “cip” e poi ad un “non gioco”.
La Ferrari delle gomme dure è un incubo horror nel quale l’intelligentia tecnica di Maranello si è smarrita e dal quale non sembra avere la possibilità (capacità?)  di venirne fuori. Che pena vedere la Signora in Rosso con l’attack spalmato sulle gomme che la frenano di 2 secondi al giro rispetto agli altri. Gli altri che per quasi 18 giri aveva tenuto in riga, bella e festosa come la donzelletta del Leopardi che vien dalla campagna, piena di speranze, in sul calar del sole.
La linea del Piave spostata da Istanbul a Barcellona non ha tenuto. Monte-Carlo incombe e che senso ha con i riscontri di ieri spostarla nel Principato?
Il campionato del mondo piloti è una questione che interessa Red Bull e McLaren. Sébastian Vettel con i 118 punti che ha in tasca dopo 5 gare vola verso la riconferma. Ha già un bel vantaggio. Lewis Hamilton rimane il più credibile avversario del tedesco. Ha vinto in Cina è arrivato ad un passo dalla replica dell’impresa in Spagna. Il suo distacco di 41 punti non è incolmabile né costituisce un handicap insuperabile anche perché la McLaren continua nel progressivo avvicinamento alle prestazioni globali della Red Bull e può ancora migliorare fino ad annullare il gap. Jenson Button e Mark Webber nella strategia di squadra possono essere le pedine per  dare un sensibile contributo al rispettivo compagno.
Allo stato attuale anche nel campionato costruttori la McLaren può tentare il recupero. I punti di ritardo dalla Red Bull sono 47. Ma sia per l’una sia per l’altra combinazione la differenza la fanno i punti delle vittorie e poi quelli che arrivano dai piazzamenti. Soprattutto, come accade in maggiore misura alla Red Bull, c’è continuità nel conquistare i 25 punti della vittoria e i 18 del secondo posto.
E sempre allo stato attuale, Alonso gode di una certa tranquilità nell’acquisizione del quinto posto tra i piloti e di riflesso la Ferrari non deve preoccuparsi per il terzo tra i costruttori. Va bene così?
No, non va bene così. Ora solo il miracolo potrebbe cambiare la situazione. Ferrari, alzati e cammina! Qual è il santo, dov’è? (ore 18:45)