La beffa di Abu Dhabi 2010  e la beffa di Interlagos 2011. Il finale di stagione è diventato ripetitivo per la Ferrari.
L’anno scorso per una demenziale scelta strategica è stato regalato il titolo iridato a Sebastian Vettel che avrebbe potuto, e dovuto, vincere Fernando Alonso. Quest’anno per la manifesta inferiorità prestazionale della monoposto quando monta le gomme medie allo spagnolo è stato impedito di conquistare l’undicesimo podio della stagione e garantirsi il terzo nella classifica finale piloti. Inferiorità che la Ferrari si è portata dietro dalla prima all’ultima gara senza riuscire a risolvere il problema. Eppure a Maranello non ci sono le elementari ma l’università della Formula Uno! Debbo ritenere che nel corpo docenti dell’ateneo manca il genio, come Adrian Newey che insegna all’università di Milton Keynes (sede della Red Bull), in grado di arrivare alla soluzione.
La stagione della Ferrari ha raggiunto appena la sufficienza solo perché ha al volante di una delle monoposto il genio, che non ha tra i tecnici, che ha sopperito con la sua immensa bravura alle insufficienze della vettura che gli è stata affidata. Il sorpasso di Hamilton in partenza e dopo due giri quello su Button alla seconda curva dal lato esterno sono due capolavori che si aggiungono agli altri che il pilota di Oviedo ha regalato alla Signora in Rosso ed al popolo ferrarista. Ma è un peccato imperdonabile non avere la monoposto che possa dare al pilota la possibilità di combattere almeno ad armi pari. Quando c’è questa parità, lo ha dimostrato anche ieri, Fernando Alonso è il “numero 1”. Quando poi gli altri mettono in campo l’artiglieria pesante ed egli viene lasciato a combattere praticamente a mani nude, senza neanche un vecchio moschetto 91 in mano, è penoso vederlo arrendersi.
La Ferrari con le gomme soft aveva dato ad Alonso la possibilità della conquista del terzo posto che gli avrebbe garantito la “medaglia di bronzo” sul podio finale dei piloti. Con la vittoria di Webber e il sorpasso a 11 giri dalla conclusione di Button, Fernando ha perso anche il terzo posto conclusivo tra i piloti conquistato dall’australiano con i 25 punti guadagnati ieri. Classifica finale. 1. Vettel punti 392, 2. Button 270, 3. Webber 258, 4. Alonso 257.
L’anonimo Felipe Massa, quinto e ultimo dei piloti al traguardo a pieni giri, è l’immagine della Ferrari che vogliamo dimenticare. Credendo nel futuro che vericheremo nel marzo del prossimo anno quando si aprirà la stagione 2012.
Al cinema multisale di Interlagos è stato proiettato anche il film giallo “Il  cambio di Vettel”. Una accettabile soap opera per giustificare il sorpasso di Webber e regalare all’australiano la soddisfazione, in extremis, che gli era sfuggita per tutta la stagione. Mark questa volta è partito come vai aveva fatto, ha tenuto la seconda posizione fino a quando la recitazione del cambio è andata in scena in atti brevi fino all’ultimo col sorpasso agevolato per altro da un’improvvisa decelerazione. Vettel poi ha ripreso a macinare giri record a dimostrazione del fatto che il suo cambio non aveva alcuna anomalia. Webber, comunque, ha legittimato la vittoria inanellando quattro giri record (il finale è stato di 1’15”324).
Altre rese dei conti: Rosberg (settimo al traguardo) ha chiuso la stagione con 89 punti, Schumacher (15mo) è rimasto a 76; Sutil (sesto al traguardo) somma 42 punti e supera al nono posto Petrov (decimo) 36. (ore 20:21)