Se le vicende che caratterizzano il mercato dell’auto hanno una valenza, e ce l’hanno senza alcuna possibilità di dubbio, non si capisce come si possa “salvare” l’Europa senza “salvare”, prima o contestualmente, gli Stati che compongono il grande mosaico continentale. Mercato dell’auto significa industria dell’auto che in tutta Europa è industria primaria, e per tutti i costruttori le situazioni di crisi nazionali, che si riflettono nel grande mercato del Vecchio Continente, costituiscono preoccupazione quotidiana nello affrontare problematiche che non sono di facile soluzione perché i rimedi sono solo nelle mani di chi governa.
L’Italia è arrivata all’ottava flessione consecutiva della domanda e l’erosione delle vendite è inarrestabile tra la indifferenza di un governo che continua a salassare il settore automotive come fosse il “pozzo di San Patrizio”. Non siamo più il terzo mercato europeo dopo Germania e Francia, siamo scesi al quarto e quest’anno sarà difficile recuperare la posizione. Da parte sua l’Europa ha registrato il sesto calo consecutivo di vendite. I Paesi dell’Est Europa stanno mostrando una propensione alla mobilità più vicina ai tipici canoni europei di qualche anno fa mentre l’area mediterranea soffre per ragioni legate alle crisi economiche il cui comune denominatore è rappresentato dall’aumento dei costi di esercizio delle vetture, che in un contesto economico generale di debolezza e in un mercato saturo e di pura sostituzione, tengono lontani gli utenti dall’auto.
L’auto è in crisi e la fiducia dei concessionari nel proprio lavoro è ai minimi storici secondo quanto rileva il sondaggio dello Osservatorio DealerStat di Quintegia, compiuto su un campione di oltre 1.300 dealer italiani. Se si “potesse ripartire da zero”solo un’impresa su quattro sarebbe decisa a proseguire con lo stesso lavoro e mandato. Il 21% uscirebbe del tutto dal business dell’auto, il 32% si dichiara insoddisfatto del rapporto che lo lega con la Casa costruttrice al punto che cambierebbe mandato.  <<I dati rilevati nel 2011 dal nostro Centro ricerche – ha osservato Alberto Bet, ricercatore di Quintegia – riscontrano una contrazione di ben il 15% delle reti di vendita, motivata da un lato dalla necessaria riorganizzazione del sistema distributivo ma soprattutto dalla difficoltà di alcuni concessionari ad affrontare una crisi di tale portata. Basti pensare che gli ultimi bilanci si sono chiusi con quasi il 40% dei concessionari che ha registrato il saldo in rosso. I dati 2012, che saranno presentati a Veronafiere  ad “Automotive Dealer Day” il 16 maggio, indicano un’ulteriore crescita della sfiducia>>.
In questo quadro deprimente, Global Insight stima in Europa nel 2012 un calo del 6% rispetto al 2011, a valori di poco superiori a 13 milioni di immatricolazioni. (ore 12:30)