Se lo stratega di Iceman non fosse stato un fesso

Se lo stratega di Iceman non fosse stato un fesso

0 4

Cogito, ergo sum. La Ferrari (ri)guarda il secondo posto di Fernando Alonso e s’interroga: si tratta di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Se si ragiona in termini di una vittoria mancata è un bicchiere mezzo vuoto. Se si ragione in relazione alla rinascita annunciata è un bicchiere mezzo vuoto. Se si ragiona nei termini di una squadra piloti che esiste in parte il bicchiere rimane desolatamente mezzo vuoto.
Ed allora non può essere considerato mezzo pieno? Sì, che si può. Basta pensare al rischio che ha corso Alonso di vedersi superare sotto lo striscione d’arrivo dal jet Lotus di Kimi Raikkonen che negli ultimi 10 giri ha annullato i 21 secondi di distacco che in quel momento dividevano i due mentre Fernando dopo un primo timido tentativo di mettersi davanti a Pastor Maldonado ha dovuto rinunciare per evidente inferiorità prestazionale. Quella di prima, un tantino diversa se vogliamo essere indulgenti, ma penalizzante come quella di prima.
E’ eccessivamente da tifosi ritenere che la tempesta perfetta di sabato avesse preparato il mare alla barca di Maranello perché vele al vento volasse verso la vittoria. Hamilton tolto dalla pole position, Vettel con l’ottavo tempo in griglia, Rosberg e Schumacher “zoppicanti”, Button e Webber fuori dalla top ten. Fernando in prima fila avrebbe fatto un boccone dell’incredulo Maldonado. Lo ha fatto finché ha potuto. La verità tecnica e quindi il presupposto tecnico era diverso e questa diversità ha dato sostanza alla vittoria del venezuelano. Nelle libere la Williams aveva dimostrato migliore passo gara, maggiore velocità di punta nel rettilineo principale, aderenza in uscita necessaria per impostare meglio le curve e se necessario respingere eventuali assalti. Maldonado e la Williams avevano conquistato la prima fila con merito. La Ferrari di Alonso nel momento finale della verità non ha avuto né l’uno né l’altro di questi fattori a suo favore. In più ha rivelato un consumo gomme che la Williams non ha avuto.
Sapete perché la Lotus, seconda a terza in Bahrain e terza e quarta in Spagna, domenica  non ha vinto con Kimi Raikkonen? Perché l’ingegnere di macchina di Iceman era convinto che Maldonado e Alonso si sarebbero dovuti fermare per un quarto cambio gomme e ha comunicato via radio al finlandese di prendersela comoda tanto tra qualche giro si sarebbe trovato davanti. Alla faccia del computer! Per cui quando al box Lotus si sono accorti dell’abbaglio ed hanno detto a Raikkonen di spingere era tardi. Anche con le gomme in migliori condizioni, con oltre 330 km/h di velocità massima sul rettilineo (ineguagliata), con più di 1 secondo limato ad ogni santo giro Raikkonen non poteva farcela: è arrivato a 3”8 da Maldonado e ad appena 7 decimi da Alonso. Misurate in millimetri 7 decimi. La continuità delle due Lotus preoccupa tutti i grandi team (Grosejan da parte sua ha fatto il giro veloce in gara) anche perché gli outsider non perdono occasione per rendere la vita più difficile.
Ecco: il bicchiere è mezzo pieno! Rimane mezzo pieno anche se Felipe Massa continua a fare il desaparecido per tanti motivi, soprattutto perché la Ferrari della rinascita è stata solo annunciata ed egli con quel che ha per le mani non sa fare l’Alonso.
C’è di peggio è vero. Ma certo non ci consolano i guai degli altri. Peggio per loro. Non si tratta di cinismo. Red Bull, McLaren e Mercedes viaggiano verso il Principato di Monaco leccandosi le ferite.
Cinque gare, cinque vincitori diversi. Non volevamo spettacolo e incertezza? Li abbiamo in dose massicce. Ma se domenica in Spagna avesse vinto Fernando Alonso… (ore 10:30)

NO COMMENTS

Leave a Reply