Vincitori e vinti. Ma come dopo una elezione i partiti si dichiarano tutti vincitori, anche quelli che hanno perso, così è accaduto a Monte-Carlo Sono le diverse chiavi di lettura dei risultati che fanno dichiarare anche ai perdenti d’avere vinto.
Su un fatto sono tutti d’accordo. Non ha del miracoloso ma fate conto che sia stato così. Saint Devote, patrona del Principato, è una che deve contare molto nell’alto dei cieli e chi sta al di sopra di lei l’ascolta. Saint Devote ha salvato due volte il 70mo Gran premio di Monaco. La prima volta in partenza. Circoscrivendo l’incidente innescato dalla Lotus di Romain Grosjean, il Gian Burrasca delle partenze benemerito sfasciacarrozze, al diretto interessato più ad altri due incolpevoli come il proletario venezuelano Pastor Maldonado e il nobile spagnolo Pedro de La Rosa. Sul luogo degli affondamenti stava per colare a picco anche Fernando Alonso. E avrebbero potuto affondare molti altri.
La seconda volta a 12 giri dalla conclusione con una situazione cristallizzata da tempo nella quale tutti, nessuno escluso (chi aveva diverse intenzioni alzi la mano) non vedevano l’ora di arrivare al traguardo. la Santa ha fermato sulla Grande Corniche le nuvole cariche di pioggia ed ha permesso solo ad una pioggerellina sottile di calare sul circuito ma solo come ammonimento: state buoni e pensate a quel che avete già ottenuto. Dieci minuti dopo lo schioppo dei tappi di champagne ha dato il via libera ai nembi e la pioggia è arrivata.
Ora chi ha vinto la gara non ci sono dubbi. Mr Crocodile Dundee, all’anagrafe Mark Webber. Pole e successo come tre anni fa, prima sua vittoria in stagione, seconda nel Principato, record di Fernando Alonso eguagliato. Quindi ha vinto anche la Red Bull. Non solo  grazie a Webber ma anche grazie a Sebastian Vettel che partito nono ha agguantato il quarto posto beffando al cambio gomme in un sol colpo Hamilton e Massa.
Ha vinto anche Fernando Alonso, terzo al traguardo per merito suo e della squadra che lo ha rigettato in gara davanti ad Hamilton che fino a quel momento gli si era opposto efficacemente. Terzo posto che l’ha elevato al soglio iridato senza condòmini. E quindi ha vinto la Ferrari perché finalmente gioisce per avere recuperato (speriamo definitivamente) il figliol prodigo Felipe Massa.
Ha vinto la Mercedes grazie al solito Nico Rosberg secondo dopo una gara senza intemperanze. Oddio, ha anche perso, chiave di lettura a parte. Perché Michael Schumacher dopo la penalizzazione in griglia, la penalizzazione di posizioni perse in partenza per evitare Grosjean, ha subito la penalizzazione della pompa di benzina che s’è stufata di pompare carburante e l’ha fermato a 15 giri dalla conclusione. Ennesimo ritiro.
Ha vinto la McLaren? Loro dicono di sì perché comunque il quinto posto di Lewis Hamilton non è da buttare. Jenson Button fuori dalla top ten per la seconda volta consecutiva e poi ritirato? Son cose che succedono: Oggi a me domani a te.
Su questo carro stracolmo di vincitori la Lotus ammette di non potere saltare. Grosjean l’ha fatta grossa, ma è giovane e imparerà, Raikkonen aveva una macchina sofferente già venerdì e più del nono posto non poteva ottenere. Da Favorita del Principe a Cenerentola. I sogni son desideri… (ore 19:30)