Salagadula magicabula bibidi bobidi bù…

Salagadula magicabula bibidi bobidi bù…

Non la definirei una beffa. Un azzardo, sì. Quando il gioco stringe è l’avversario  dice “vedo” se hai solo bluffato devi mostrare le carte e guardare chi raccoglie il piatto ricco di 25 punti senza potere fare niente se quello a carte migliori delle tue. La Ferrari per il secondo giorno consecutivo ha giocato d’azzardo, magari sperando che ancora una volta il mago di Oviedo facesse uno dei suoi giochi di prestigio. Sabato nella Q2 erano state sbagliate le prime gomme e sia Alonso sia Massa hanno rischiato di annegare nelle pozzanghere di Silverstone. Sono entrambi riusciti a passare il secondo taglio e nella Q1 il mago ha fatto il gioco della pole position. E ieri perché non gli è riuscito? Solo perché l’assistente di scena non gli ha messo nel cilindro gli oggetti che gli servivano da tirare fuori al momento opportuno dopo un “bim salabim”. Ha tentato l’illusione l’Houdini di Oviedo ma “salagadula magicabula bibidi bobidi bù mettile insieme e che accade laggiù?…”  Accade che al traguardo per prima è arrivata la Red Bull di Mark Webber e non la Ferrari di Fernando Alonso.
Errore di strategia, come sabato. Partito con le dure Fernando ha guidato la giostra ma non è riuscito a scavare il fossato necessario per evitare l’attraversamento agli assedianti. Al 16mo giro ha ancora cambiato con le dure e non è ancora riuscito a distaccarsi a sufficienza. Al 37mo, secondo e ultimo cambio, ha messo le “scarpe” morbide alla Signora in Rosso per affrontare lo sprint degli ultimi 15 giri. Uno sprint troppo lungo e con gli avversari troppo vicini. Il primo a poco più di 4 secondi gli è arrivato sugli scarichi a 4 giri dalla conclusione. Anche quelli troppi per tentare la difesa. Che non c’è stata perché non poteva esserci. La Ferrari, nonostante gli apprezzabili progressi, non riesce a girare con le soft come con le dure. Sorpasso facile per Mark Webber che non può essere, quindi definito una beffa. Se lo aspettavano il sorpasso al box Ferrari, lo temevano, non hanno potuto fare nulla per evitarlo. Avrebbero potuto se al primo cambio le gomme fossero state le morbide per rimontare le dure nel finale. Ed è andata anche bene perché lo scatenato Sebastian Vettel con l’altra Red non ha avuto lo spazio e il tempo per agganciare Alonso: ci è arrivata a 1”8 quasi sotto lo striscione d’arrivo.
E’ andata invece bene a Felipe Massa sottoposto all’arrembaggio del corsaro finlandese della Lotus evitato per esaurimento dei giri a disposizione di Kimi Raikkonen. I 12 punti del quarto posto del brasiliano sommati ai 18 raccolti da Alonso (che rimane leader del campionato davanti a Webber e Vettel) portano la Ferrari al secondo posto nella classifica costruttori consentendole di superare in un sol colpo la Lotus (che rimane terza grazie anche ai punti di Grosjean) e la grande sconfitta della giornata, la McLaren, retrocessa dal secondo al quarto posto.
Quindi tirando la riga e facendo la somma la Ferrari passa all’archivio il Gran Premio di Gran Bretagna sostanzialmente da vincitrice non solo morale per il lungo dominio esercitato in gara fino a 4 giri dalla conclusione. Il nuovo corso deve avere un seguito. C’è finalmente una macchina in condizioni di competere quasi alla pari. Si cerchi di evitare di fare altri errori di strategia. Houdini di Oviedo alla fin fine è un essere umano anche se, avendo fatto anche l’impossibile, qualcuno ritiene che sia il fratello di ET.

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