Ferragosto per tradizione è il giro di boa dell’anno prima e dopo il quale facciamo i conti con realtà a volte all’opposto. Quest’anno registriamo una simbiosi gtra i due periodi dell’anno. Il governo Monti in 9 mesi ha tracciato e realizzato una linea rossa di “lagrime e sangue” che continuerà anche nella seconda parte dell’anno, aggravando le difficoltà delle famiglie italiane. Ma se avessimo fatto dei sacrifici per vedere veramente quella fine del tunnel che il “messia” ha più volte annunciato potremmo tracciare un bilancio tutto sommato positivo. Ma non è così se nel supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla finanza pubblica rileviamo che a giugno il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record a quota 1972,9 miliardi di euro contro 1966,3 di maggio. La voragine nera che ci ha costretti ai sacrifici non si è ridotta, è aumentata. Ed inoltre mentre aumentano le accise, la stangata sulle tariffe dei servizi è stata impietosa, la Cgia di Mestre ci mette al corrente ( l’impatto è stato calcolato sulla base di due provvedimenti presi lo scorso anno: il primo del governo Berlusconi, il secondo di quello Monti)
che l’aumento dell’addizionale Irpef  ci costerà 3,5 miliardi di euro e che gli incrementi a livello comunale e regionale colpiranno in particolare Palermo, Torino, Genova e Venezia.
Il mercato dell’auto e tutto il comparto automotive continua a precipitare nel baratro tra indifferenza e miopia governative. Anfia, Unrae e Federauto sono voci nel deserto.
Nè possiamo fare finta di niente di fronte alla dura realtà che il numero dei disoccupati a giugno sia stato di 2 milioni 792 mila, come ha rilevato l’Istat, dal momento che si tratta di un record storico, il livello piu’ alto dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004) e delle trimestrali (quarto trimestre 1992). Il numero di disoccupati a giugno ha registrato un boom, in rialzo su base annua del 37,5%, ovvero di 761 mila unità, mentre rispetto al mese precedente la crescita è stata pari al 2,7% (73 mila unita).
Ci vogliamo consolare? La crescita si è fermata in Francia nel secondo trimestre 2012, il terzo consecutivo, rispetto al precedente. L’economia francese ha evitato dunque per un soffio di fare un primo passo verso la recessione, come prevedeva la Banca di Francia; il pil tedesco è cresciuto cresciuto solo dello 0,3% nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti con un ritmo quindi superiore alle stime che indicavano una crescita dello 0,2%; in Grecia, poveri loro, il pil del secondo trimestre è arrivato a -6,2% su anno dopo il -6,5% dei primi tre mesi.
Consoliamoci e auguriamo buon Ferragosto al professor Monti.