La contabilità non è il mio forte. Lo confesso. Tra me la matematica rimane la stessa conflittualità che avevamo al liceo scientifico. Oggi Sono imbarazzato. Metto insieme cifre che deprimono anche il più ottimista. Se è vero che i numeri costituiscono una verità inoppugnabile mi arrendo all’evidenza.
Con i 25 punti della vittoria di Yeong-am Sebastian Vettel ha recuperato 50 punti in sei  gare a Fernando Alonso ed è leader della classifica iridata. 215 contro 209. Doveva recuperare 4 punti, ora ce ne sono 6 a vantaggio del tedesco.
“La monoposto più forte” del campionato a 5 gran premi ha battuto al primo incontro “la squadra più forte”. Il teorema di Fernando Alonso aveva bisogno d’una immediata dimostrazione e l’ha avuta: non conta essere la squadra più forte se non hai le armi adeguate alla guerra che devi condurre e alle cinque (ormai quattro) battaglie che devi affrontare. Quello di Fernando rimane il teorema della psicologia applicata alla rassegnazione.
Oggi Fernando ha portato a casa il massimo possibile che gli è stato consentito (dalla Red Bull). E’ scattato magnificamente allo spegnersi del semaforo e per poco non è riuscito a saltare anche Webber, dopo avere incenerito Hamilton. Poi si è rassegnato a tenersi stretto il terzo posto. Che è un pannolino caldo che non lenisce il rossore lasciato dalle rasoiate della Red Bull. Ed è un bel dire che la Ferrari c’è e che i due piloti sono lì a dimostrarlo. La Ferrari c’è ma non valida antagonista della Red Bull e i due piloti sono lì a dimostrare la superiorità delle monoposto di Adrian Newey come è accaduto a Massa in Giappone e come si è verificato a Yeong-Am con entrambi i piloti, Alonso a 13”9 e Massa a 20”1 da Vettel.
Non è una giornata da buttare. Ci mancherebbe altro. Terzo e quarto posto! Non scherziamo col valore. E’ una giornata da incorniciare dal momento che l’inerme McLaren (Button fuori alla prima curva, Hamilton appena decimo) ha ceduto il secondo posto tra i costruttori che la Ferrari con l’apporto di Felipe Massa (non mi sento ancora di considerarlo il ritornato figliol prodigo) può garantirsi fino alla conclusione del campionato.
Per Sebastian Vettel la Corea del Sud rimane ancora lo snodo delle sue ambizioni mondiali: qui l’anno scorso si cinse del secondo alloro iridato con quattro gare d’anticipo, qui oggi ha effettuato il sorpasso su Alonso a cinque gare dalla conclusione per andare a prendersi il terzo titolo; quì l’anno scorso vinse partendo dal lato sporco della pista bruciando Hamilton, qui oggi ha replicato la manovra partendo dal loro sporco fulminando il furibondo Webber che ha veramente lottato per riprendersi la leadership che avrebbe comunque dovuto cedere per “ragion di stato”. Poi sarebbe stata una farsa, quel che è accaduto nelle fasi iniziali è stata la massima espressione di un sano agonismo.
Cambiano le prospettive. Alonso non può più fare la gara su Vettel se questa strategia non prevede la vittoria dello spagnolo e il tedesco dietro. I piazzamenti saranno chimere se Vettel continuerà a battere cassa. L’evanescente McLarn, l’effimera Lotus e l’inconsistente Mercedes possono solo fare da testimoni ai duellanti. Ferrari contro Red Bull, Alonso contro Vettel.  Mi ripeto: se volete Fernando iridato dategli una macchina decente.