Punti di vista. Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, non modifica le sue aspettative sulla ripresa: ci sarà già l’anno prossimo. Confindustria è di segno opposto: slittamento al 2014.
Dice Grilli: <<Gli elementi che abbiamo oggi non sono belli ma non ci fanno ritenere che ci sarà un ritardo. Non ho elementi per cambiare le nostre previsioni>>. Dice Confindustria: <<L’Italia è ancora in recessione, immersa in una profonda contrazione della domanda interna e della produzione e l’orizzonte è ulteriormente offuscato dall’indeterminatezza dell’esito delle prossime scadenze elettorali. La pressione fiscale rimarrà prossima ai massimi storici e insostenibilmente elevata, specie quella effettiva: 53,9% del Pil nel 2014 tolto il sommerso dal denominatore>>.
Nel mezzo l’uomo della strada, il padre di famiglia che deve fare quadrare i conti del bilancio familiare, i giovani disoccupati sempre più scoraggiati di fronte all’inesistente prospettiva di un posto quale esso sia, i precari il cui futuro è più nero di prima.  I consumi delle famiglie cedono il 3,2% quest’anno (il 3,6% pro-capite), la caduta proseguirà nel 2013 (-1,4%), in peggioramento rispetto alla precedente stima (-1%). Per una stabilizzazione dei consumi si dovrà attendere il 2014 (+0,3%). Le condizioni del mercato del lavoro italiano restano preoccupanti. Nel terzo trimestre del 2013 saranno 1,5 milioni le unità di lavoro equivalenti a tempo pieno perdute rispetto al picco di fine 2007. Alla metà del 2011 si contavano 1,1 milioni di unità in meno.  Il tasso di disoccupazione raggiungerà l’11,1% a fine 2012 (10,6% in media d’anno) e salirà al 12,2% a fine 2013 (l’11,8% in media d’anno), contro il 10,7% e il 12,5% rispettivamente attesi nel rapporto di settembre. Per il 2014 il tasso sarà pari al 12,4% in media d’anno, che arriva al 13,6% se si includono le ore di cig utilizzate.
Chissà quando arriverà l’ora di passare dalle parole ai fatti.

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