Quale che sia la fonte le notizie che ogni giorno vengono date ci portano a comporre un puzzle deprimente. Ancora più deprimente ed anche scoraggiante nell’attuale fase di stallo politico.
Cominciamo dalla Banca d’Italia. La quale in due Quaderni di economia e finanza  descrive la difficile situazione delle famiglie italiane sotto gli effetti della crisi: il 65%  valuta che il proprio reddito è inferiore al necessario ed è aumentata la quota di coloro che hanno un reddito insufficiente a coprire i consumi, agghiacciante realtà che interessa soprattutto giovani e affittuari.
Fonte Istat: la retribuzione oraria lorda ad ottobre 2010 degli italiani è inferiore di circa il 14,6% a confronto con quella della Germania, del 13% nel paragone con il Regno Unito e dell'11% con la Francia; risulta invece superiore del 25,9% rispetto alla Spagna, parente più povero di noi.
In tema salari dice la sua anche la Cgia di Mestre: nel 2012 un boom di protesti e di sofferenze ha messo in difficoltà le Pmi tanto che una su due sarebbe stata costretta a rateizzare le retribuzioni ai propri collaboratori. E, per altro, le imprese fanno sempre più fatica ad onorare assegni, cambiali, tratte sicché i protesti sono in forte aumento (da inizio crisi i titoli di credito che alla scadenza non hanno trovato copertura sono cresciuti del 12,8% e le sofferenze hanno fatto registrare un'impennata spaventosa del + 165%).
Ancora l’Istat: il crollo dell'occupazione negli ultimi 5 anni ha riguardato soprattutto il Sud con 336mila lavoratori in meno (-323.000 in tutta Italia dal 2007 al 2012) e, manco ad evidenziarlo, il decremento ha interessato nel Meridione soprattutto gli uomini (390mila in meno), i giovani tra i 25 e i 34 anni (-305mila) e il settore industriale.
Volevate che Confidustria non avesse le sue “buone “notizie? Eccole: la produzione industriale a febbraio scorso è diminuita dello 0,2% su gennaio 2013 e del 6,8% su febbraio 2012, l'indice si attesta a -25% dal picco di attività pre-crisi, la produzione al netto dei giorni lavorati è diminuita in febbraio del 3,3% su febbraio 2012.
Ultime notizie di nera: il mercato dell'auto è in sala rianimazione, scarseggiano i mezzi per la necessaria terapia intensiva, il paziente rischia di entrare in coma irriversibile.
Commenti? Non c’è n’è bisogno. Casomai con la buonanima di Mike esultiamo: allegria!

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