Assiomi e postulati per loro natura non sono mai dimostrati. Il teorema sì. L’avvio della stagione di F.1 ci offre assiomi e postulati che non vogliamo tenere in conto. E’ troppo presto. Possono essere, e lo sono, fuorvianti. Gia domenica prossima in Malesia potrebbero esserne forniti altri e di senso opposto.
Forse sul Gran Premio d’Australia possiamo costruire il teorema più adattabile alla realtà di una stagione su 19 gare, ne rimangono ovviamente 18, che non finirà di stupire gara dopo gara.
Ipotesi. Ferrari e Red Bull alla pari in un rapporto di forza che è favorevole all’una o all’altra a seconda delle circostanze. Col pesante condizionamento delle gomme per entrambi. Sul giro veloce la Red Bull è irraggiungibile. In gara no e battibile.
Tesi. Vettel ha preso la pole position facendo 1’27”407 sul giro dell’Albert Park di km 5,303 dando 1”083 alla Ferrari di Massa 1”086 a quella di Alonso (dietro al compagno per il nulla di 3 millesimi). In gara nell’alternanza delle gomme usate soft e medie che, ripeto, hanno condizionato entrambi, questa distanza s’è annullata ed anzi è stata a favore della Ferrari tant’è che Alonso ha potuto tranquillamente agguantare il secondo posto.
Dimostrazione (per assurdo). Sarà così per tutta la stagione finché questo rapporto di forza non si romperà e l’una o l’altra monoposto prenderà il sopravvento.
Un buon teorema ma sbagliato. Lo teniamo in conto felici e contenti per l’ottimo esordio di Alonso, secondo, e Massa quarto mentre Vettel è finito terzo e Webber sesto e della Ferrari che con i punti dei due piloti guida la classifica costruttori provvisoria, che più provvisoria non si può ritenere, con 7 punti di vantaggio sulla rivale ufficialmente dichiarata. Ma se vogliamo che il teorema enunciato sia veramente il più adattabile alla realtà della stagione dobbiamo inserire gli altri elementi che non abbiamo considerato né come assiomi né come postulati ma che potranno avere valenza determinante nella prospettiva della vicenda iridata.
La Lotus. Ha vinto perché gli strateghi di Red Bull e Ferrari concentrati sul marcamento a uomo l’hanno persa di vista e sottovalutata nella strategia di due cambi gomme invece che tre oppure perché in questa gara complessivamente è stata più forte in tutto, non solo nella strategia, di Ferrari e Red Bull? Gli strateghi si sono distratti è vero, ma propendo per la seconda valutazione.
Kimi Raikkonen è la classica “rondine che non fa primavera” o la sua vittoria è una premonizione? Non lo. Ma voglio ricordarvi che nel 2007 Iceman fresco di Ferrari vinse a sorpresa al debutto dell’Albert Park e poi fece suo il titolo iridato!
La Mercedes è rimasta quella dell’anno scorso capace di episodi clamorosi (come il terzo posto di Hamilton in griglia e se vogliamo anche il quinto posto al traguardo) e di cadute vergognose (come l’eliminazione di Rosberg per rottura del cambio)? Non lo sanno neanche a Stoccarda dove Hamilton è stato portato da Lauda per riuscire dove ha fallito Michael Schumacher.
I lavori in corso della McLaren quanto dureranno? Si protrarranno a lungo oppure il gap sostanziale mostrato a Melbourne sarà recuperato in tempi brevi? Chiedetelo al team principal Martin Whitmarsh. Ammesso che abbia una risposta condivisibile.
Ecco, tutto qui. Per cominciare non è male. E domenica prossima la Malesia. Assiomi, postulati, teoremi, gomme e… tifoni?