Sette giorni dopo la Ferrari ha pagato con gl’interessi quello che aveva imprevedibilmente incassato. Da Melbourne a Sepang il quadro di riferimento è cambiato. Fernando Alonso non è più secondo nella classifica piloti ma sesto con Vettel primo 22 punti distante e preceduto da Raikkonen, che comunque gli era davanti in Australia, Webber, Hamilton e Massa; la Ferrari non è più leader tra i costruttori ma seconda ex aequo con la Lotus che bene o male i due piloti li ha portati al traguardo in una giornata radiosa per Red Bull e Mercedes e in parte anche per McLaren.
Preferibile che certi eventi si verifichino alla seconda gara della stagione piuttosto che due gare prima del finale di campionato magari in piena bagarre iridata. Meno male!
Ma non può essere un alibi. Se lo accettassimo come tale faremmo valutazioni fuorvianti e pretestuose. Nel Gran Premio di Malesia con sorpassi da duelli rusticani con diversi protagonisti al proscenio; nel Gran Premio della comicità con i meccanici della Force India e  della McLaren emuli di Fantozzi e Filini e con Hamilton smemorato di Sepang che ha cercato rifugio in casa del suo vecchio amore; nel Gran Premio della confusione mentale che ha attanagliato quasi tutti i team presi alla sprovvista dell’improvviso e breve acquazzone che ha trasformato il giro di ricognizione per raggiungere la griglia in un girotondo di gruppo sull’acqua al quale solo in pochi si sono sottratti; in questo Gran Premio dai mille volti la Ferrari e i suoi piloti hanno voluto distinguersi come protagonisti in negativo.
Massa in avvio ha tentato di ostacolare il sorpasso di Alonso stringendolo sulla destra nel momento in cui lo spagnolo avrebbe dovuto leggermente allargare per infilare la prima curva dove in condizioni di traiettoria non condizionata avrebbe già lì superato Vettel. Parentesi: Berlusconi dice che nessuno ha avuto il coraggio di dire a Bersani che non ha vinto le elezioni. Domenicali dopo Melbourne ha confermato a Massa che il suo status è quello di gregario e deve assecondare ed agevolare Alonso? Il tema riguarda anche Red Bull e Mercedes.
Il quale Alonso da parte sua ha voluto fare il Fregoli e non lo sa fare. Non riuscito il sorpasso alla prima curva perché, ripeto, la migliore impostazione della traiettoria gli è stata impedita da Massa, s’è messo sugli scarichi della Red Bull di Vettel, troppo sugli scarichi in una condizione di pista scivolosa, sicché appena quello davanti alla seconda curva ha toccato il pedale del freno lo ha tamponato. Vettel ha continuato senza conseguenze lui, Alonso, s’è ritrovato con l’anteriore danneggiato. Col  Fregoli che non sa fare il Fregoli fa il paio il giocatore d’azzardo che non sa giocare d’azzardo. lo stratega del muretto Ferrari il quale avrebbe dovuto subito fare rientrare Alonso cambiare il musetto e montare le slick. Ammesso e non concesso che Fernando avesse fatto i due giri azzardati in quelle condizioni in quanti lo avrebbero superato? Intanto, tutti quelli che in avvio hanno spinto Massa al sesto posto in più altrettanti che con l’aerodinamica efficiente avrebbero avuto vita facile nel sorpasso. Verosimilmente sarebbe rientrato al 14mo posto, come se fosse subito rientrato al box.
Intanto accanto alla minaccia Red Bull, già incombente, se ne materializzano altre due: la Mercedes, che ha raccolto a piene mani, e la McLaren, condizionata dai meccanici al pit stop di Button, che ha preso meno del dovuto.

NO COMMENTS

Leave a Reply