Hungry Heidi, Heidi l’affamata, è tornata

Hungry Heidi, Heidi l’affamata, è tornata

Hungry Heidi, Heidi l'affamata, è tornata. L’abbiamo ammirata e invidiata sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve, mito e leggenda della Ferrari del Drake. Volava superba e incontenibile come un’aquila reale già pronta appena spiccato il volo a ghermire la preda ed a banchettare. La Red Bull con Sebastian Vettel ha finalmente vinto per la prima volta il Gran Premio del Canada. Ma come ha vinto! Vettel per la prima volta a Montreal nella terza vittoria della stagione, la 29ma in carriera che lo insedia al sesto posto nel gotha dei piloti di tutti i tempi a due punti da Nigel Mansel a sua volta preceduto, nell’ordine, da Michael Schumacher (91), Alain Prost (51), Ayrton Senna (41), Fernando Alonso (32).
Guardando il volo sicuro verso la vittoria di Vettel mi risuonava in testa la cantilena che da ragazzo leggevo nei romanzi della baronessa Emma Orczy la quale agli inizi del Novecento inventò la leggenda della Primula Rossa: “La cercan di qui, la cerca di là, dove si trovi nessuno lo sa. Che impadronirsi mai non si possa della dannata Primula Rossa”. Vettel è arrivato al traguardo dando  14”4 di distacco al secondo, 69”7 al quinto (Rosberg), dal sesto in giù li ha doppiati tutti: Felipe Massa, Kimi Raikkonen e Romain Grosejan sono nella lista. Aveva anche fatto il giro record in gara a due tornate dalla conclusione ma Webber con 1’16”182 non glielo ha concesso nell'ultimo giro.
Sebastian Vettel è stata la Primula Rossa di Montreal  che ha addormentato la gara affidando ad altri il merito di tenerla viva e palpitante. L’incarico è stato raccolto da quattro coraggiosi combattenti che non si sono risparmiati ma nel modo più eccitante è stato svolto da Fernando Alonso e dalla Ferrari. Al pilota spagnolo una volta di più rimane il rammarico della perdurante mancanza di prestazione in qualifica che gli impedisce di partire da posizioni più avanzate rispetto a quella terza fila alla quale sembra abbonato. La sua remuntada è stata emozionante e i tre che ha preceduto al traguardo hanno potuto solo rendere omaggio alla lectio magistralis che il pilota di Oviedo ha fornito in tema di sorpassi. Prima Nico Rosberg e la Mercedes, poi Mark Webber e la Red Bull, infine Lewis Hamiltone ancora una Mercedes. Ed è stato in quest’ultima fase della lezione completata a sette giri dalla conclusione che Alonso ha dimostrato di essere un grande pilota, completo per tempismo e saggezza tattica. Doveva fare dimenticare la gara di Monte-Carlo. Partito dal sesto posto in griglia è arrivato sul secondo gradino del podio dopo avere domato anche l’irriducibile Lewis Hamilton.
Nella giornata di Hungry Heidi la Signora in Rosso si è impossessata della scena per fare da contraltare all’assolo della Red Bull anche per merito di Massa risalito fino all'ottavo posto. Dimenticata Monte-Carlo si ripropone il duello iridato  Vettel-Alonso che riparte da Montreal da una posizione subalterna con i 96 punti contro i 132  del rivale ma con la consapevolezza che in Gran Bretagna il 30 giugno il braccio di ferro potrebbe dare risultare diversi.
Sulla scena di Montreal non si è vista la Lotus. Ovvero, si è vista da comparsa ed è la grande sconfitta della settima gara della stagione. Kimi Raikkonen ha rimediato un anonimo nono posto, Romain Grosjean si è perso nelle retrovie. Stupenda la Toro Rosso di Faenza, sesta con Vergne, magnifica la Force India che ha festeggiato 100 gran premi con di Resta settimo e Sutil decimo.

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