Se un giorno riceviamo una buona notizia dal fronte del lavoro, ma delle buone notizie si è persa la memoria, il giorno dopo per compensazione ne riceviamo una cattiva. Quella di oggi è addirittura da allarme rosso e riguarda l'occupazione in Italia. Alla fine dell'anno i disoccupati potrebbero arrivare a tre milioni e mezzo, 400mila in più dei 3 milioni e centomila attuali. L'allarme è stato lanciato dal Centro Studi della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa.
I comparti colpiti in maggiore misura dalla crisi sono l'edilizia e l'industria. Per la prima le ore di Cassa integrazione autorizzate sono aumentate del 13,7%, 7,8 milioni; per la seconda sono cresciute del 6,4%, per un totale di 22,3 milioni. Negli ultimi cinque anni i due settori hanno perso un numero equivalente di addetti, rispettivamente 370mila e 362mila unità. Ma ben diverso è stato l'impatto sulla base occupazionale: nel caso dell'industria si è ridotta del 7,5%, nelle costruzioni del 18,7%.
Se le ore di Cig autorizzate nel primo semestre del 2013 dovessero essere utilizzate per trattamenti salariali a zero ore, i posti di lavoro persi nei due comparti dall'inizio della crisi salirebbero a 400mila nelle costruzioni (-21%) e a 594mila nell'industria (-10%). L'acutizzarsi della crisi in questi due comparti si riflette pesantemente nell'artigianato.
Nei primi sei mesi dell'anno, le ore autorizzate di Cig sono state pari a 46,1 milioni con un incremento intorno al 10% (+4,1 milioni di ore) rispetto al 2012. Nell'artigianato l'utilizzo effettivo di queste ore si tradurrebbe in una perdita potenziale di altri 28mila posti di lavoro.
Morale della favola statistica: come facciamo a credere a Enrico Letta ed ai suoi ministri Fabrizio Saccomanni (Economia e Finanze), Flavio Zanonato (Sviluppo Economico), Enrico Giovannini (Lavoro e Politiche Sociali) i quali a turno vengono alla ribalta per propinarci la lieta novella che la riprea è partita e che presto vedremo la fine delle nostre preoccupazioni quotidiane?
RENATO CORTIMIGLIA