Uno degli scemi del sabato del villaggio a fine gara dal team radio ha elogiato Alonso: <<Hai lottato come un leone>>. Lo aveva fatto con maggiore vigoria in Belgio e nessuno degli scemi lo aveva elogiato. Chissà perché è stato fatto oggi pomeriggio.
La pirandelliana Ferrari da “Uno nessuno e centomila” lascia Monza mazziata, felice e contenta. Se non fosse che <<il secondo è il primo dei perdenti>>. Volete smentire il Drake? Il quale ebbe anche a dire <<Amo pensare che la Ferrari può costruire piloti quanto macchine>>. Non disse mai che pensava di potere costruire ingegneri  ed esperti di strategia.
La inaccettabile esternazione di sabato dell’esasperato e deluso Fernando Alonso è arrivata con due anni di ritardo. Gli scemi c’erano già nell’anno in cui nella gara conclusiva ad Abu Dhabi regalarono il titolo iridato a Vettel scippandolo a Fernando. Montezemolo per quanto impegno ci metta non riesce ad eliminarli tutti. Perché fattone fuori uno ne spunta un altro, dove meno e quando meno te l’aspetti.
Non resta anche quest’anno che prendere atto della supremazia della Red Bull. Senza cercare alibi o colpevoli. Se c’è la macchina ed hai il pilota giusto vinci. E’ un binomio inscindibile. Se l’uno non è all’altezza dell’altra o viceversa, puoi al più conquistare secondi posti. Bisogna essere realisti e coerenti.
Sulle ultime due spiagge di Alonso, Spa-Francorchamps e Monza, si è abbattuta l’onda di uno tsunami che ha ridotto in macerie le speranze iridate dello spagnolo. Dopo il Gran Premio d’Italia più che mai dovrebbe essere proibito, riscrivo proibito, continuare a dire che il campionato è ancora lungo e tutto può accadere.
Cosa, di grazia? Che Alonso vinca a Singapore, Corea del Sud, Giappone, India, Abu Dhabi, Stati Uniti e Brasile? Che nelle stesse gare Vettel sia colpito da tante iatture da vedere annullati i 53 punti di vantaggio senza riuscire a prendere neanche il minimo indispensabile per sopravvivere fino alla conquista del quarto titolo iridato di seguito?
Se ricordiamo proprio le ultime due gare nelle quali la Ferrari doveva già vincere e non è riuscita a farlo questa possibilità estrema nella pratica non si intravede, quand’anche ci si mettessero di mezzo Hamilton e Raikkonen ai quali non si può chiedere di correre contro Vettel piuttosto che contro Alonso. Se riavranno le monoposto di prima che in Belgio e a Monza non hanno avuto correranno per se stessi non contro Vettel o Alonso. Da parte loro Webber e Massa sono volatili come quelle sostanze che in chimica tendono ad evaporare e non possono essere ritenuti validi supporti per l’uno o per l’altro dei capitani. Com’è accaduto anche oggi pomeriggio: Webber partito dalla prima fila accanto a Vettel non ha saputo tenere dietro Alonso, Massa neanche Webber.
Vettel, se smetterà di fare il Vettel, potrà gestire le sette gare con saggezza e fare il ragioniere. Non è lui che deve (continuare a) vincere, ma Alonso, se avrà la macchina e se gli altri glielo consentiranno.
<<Mio padre mi diceva sempre: i coglioni sono cari ad ogni prezzo. Così io cerco di stare con chi coglione non è>>. Parole di Enzo Ferrari. Parole di Drake.
RENATO CORTIMIGLIA