DaimlerChrysler coinvolta in casi di corruzione in Africa, Asia ed Europa dell’Est; Volkswagen minata da guerre intestine per il potere; General Motors sgancia Suzuki dalla sua orbita mentre si prepara l’ammaina bandiera a stellestrisce per cedere il pennone al vessillo del Sol Levante d Toyota.
Il mondo dell’auto è in fibrillazione a dimostrazione che siamo al crocevia di sconvolgimenti epocali. Forse certi modelli, come quello americano, hanno fatto il loro tempo, forse il nuovo che avanza avrà vita breve e tutto cambia perché nulla cambi, per dirla come Tomasi di Lampedusa.
Le big three sono diventate big two da quando Chrysler è diventata tedesca, e a ben guardare di big hanno ormai poco dal momento che Ford come GM sono alle prese con problemi non solo occupazionali. General Motors, poi, continua a cedere porzioni del suo impero quasi sottoponendosi ineluttabilmente ad una sorta di Nemesi che ripropone i giapponesi di Subaru ed ora Suzuki come entità capaci di progredire in un’autonomia completa e assoluta che prima non avevano.
Ma la storia anche quelle con la S maiuscola la fanno gli uomini e la lotta per il potere sta logorando i vertici di Volkswagen e lo scontro frontale tra il numero uno di sorveglianza Ferdinand Piech e il Ceo Bernd Pischetsrieder anche se non frenano gli utili in rialzo del 61% se non sarà risolto al più presto rischia di innescare un’inversione di tendenza.
Toyota, quindi, marcia spedita verso il tetto del mondo. E per rimanerci pensa già ora ad un’auto low cost con un marchio inedito da vendere sui mercati emergenti, Cina e India soprattutto. (ore 09:00)

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.