Un re egoista, avaro, tracotante

Un re egoista, avaro, tracotante

Requiem per un campionato. Senza possibilità di recriminazioni. Sarebbe un’ipocrisia. Anche quando riesci a compiere magnifiche imprese ma non puoi vincere devi ammettere la superiorità dell’avversario. Superiorità persino irridente se dal settimo posto sai volare subito al terzo e poi conquistare il secondo al traguardo. Se dal 13mo ti fiondi come un falco che ghermisce la preda sul terzo scalino del podio.
Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, prossimi compagni in Ferrari, non sapevano se sorridere di gioia o per mascherare la stizza di fronte alla forza tracotante di un avversario e di una monoposto che quando vincono stravincono e quando stravincono umiliano quale che sia l’impresa che gli altri sono riusciti a compiere.
Perché non c’è dubbio che Fernando e Kimi abbiano compiuto ciascuno un’impresa memorabile. Ma la loro impresa è stata come quella dei Titani contro Zeus che si concluse con la loro sconfitta e la segregazione nel Tartaro. Il Tartaro dello spagnolo e del finlandese è l’impressionante facilità con cui Vettel ha costruito il distacco prima e dopo la safety car che, se non ci fosse stata dal 25mo al 30mo giro azzerando gli iniziali distacchi, avrebbe concretizzato un abisso più profondo della Fossa delle Marianne.
Per effetto del primo e per alcuni (tra questi Alonso) del secondo pit stop nel cambio di strategia che ha previsto di arrivare fino alla conclusione del 61mo giro per sorprendere Vettel, il quale non aveva sfruttato la circostanza offerta dalla safety car, quando questa è uscita di scena le posizioni erano le seguenti,: Vettel, Rosberg, Webber, Hamilton, Alonso, Grosjean, di Resta, Massa, Button e Raikkonen.
Al primo giro Vettel aveva 3”209 su Rosberg, al secondo 5”823, al terzo 7”813, al quarto 9”972. Lui volava, gli altri arrancavano. Quando per effetto del terzo cambio gomme (degli altri) è arrivato al secondo posto Alonso aveva da Vettel 30”902 che sono diventati 3”123 all’uscita dalla pit lane del tre volte campione del mondo fermatosi per montare le super soft e affrontare il rush finale. Cambio avvenuto al 45mo giro. 16 giri dopo al traguardo Alonso è arrivato secondo con 32”6 di ritardo! Mentre la Ferrari ha continuato a girare in 1’52” la Red Bull, record dopo record sul giro, è arrivata a fare (al 48mo) anche 1’48”574.
Come a Monza Alonso ha lottato come un leone. Come a Monza è arrivato secondo, in Brianza col distacco più accettabile di 5”467. Nella città che ha per simbolo il leone, “re leone” è stato Sebastian Vettel il cui ruggito ha fatto paura. Un re egoista, avaro, non in grado per natura a concedere nulla ai suoi sudditi ai quali si rivolge anche con arroganza. Come ha fatto sabato dando per scontata una pole che per soli 91 millesimi Rosberg non gli ha strappato.
Incorniciamo il quadro del podio. Alonso, secondo, il presente e il futuro della Ferrari; Raikkonen, terzo, il futuro della Rossa; Vettel, primo, il futuro possibile nel 2016 in coppia con chi dei due non è facile prevedere. Fernando nel 2015 sarà in scadenza di contratto, anche Kimi. Nel corso della stagione 2015 Alonso compirà 34 anni il 29 luglio, Raikkonen 36 il 17 ottobre. “Il vecchietto (quale?) dove lo metto?”.

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