Il libro delle “Mille e una notte” è rimasto chiuso per la Ferrari. Nessuno ha potuto sfogliarlo e scegliere la favola più adatta alla Signora in Rosso da leggere a conclusione del Gran Premio degli Emirati Arabi Uniti. Lo hanno aperto per scrivere nuove pagine quelli della Red Bull, i conquistatori di Abu Dhabi guidati da Sebastian IV “Il Grande”, il quale ha colto la 11ma vittoria stagionale aprendosi la strada verso la conquista dei 13 successi che eguaglieranno le imprese di un altro conquistatore tedesco, Michael VII. Conquista che Vettel può raggiungere nelle due gare che rimangono. Ha conquistato anche la 37ma in carriera e pertanto dovrà avere la pazienza di aspettare la prossima stagione per eguagliare e possibilmente superare le 41 di “Magic” Ayrton Senna per lanciarsi poi verso le 51 di Alain Prost. Michael VII è ancora lontano, contandone 91, ma ad un ragazzo di 26 anni nessuno può impedire di sognare ad occhi aperti.
Per la Ferrari si apre più prosaicamente il brogliaccio della contabilità della giornata, come per il commerciante d’altri tempi che faceva di conto sospeso tra entrate ed uscite. I conti per la conquista del secondo posto che vale qualcosa come 6 milioni di euro nella spartizione della torta della Foa non tornano. Il saldo rimane a vantaggio della Mercedes. Prima della gara di Abu Dabhi tra la Mercedes seconda e la Ferrari terza c’erano 4 punti di differenza. Dopo la gara di Yas Marina il saldo in favore della Stella di Stoccarda è di 11 punti. Ci sono ancora due gare, mancano i presupposti e continueranno a mancare se le monoposto di Stoccarda pur tra mille inconvenienti e sofferenze alla fine della gara continueranno ad essere davanti alle monoposto del Cavallino. Ieri Rosberg terzo 15 punti ed Hamilton settimo 6 contro i 10 punti del quinto posto di Alonso e i 4 dell’ottavo di Massa.
Nonostante la rimonta di Fernando, per altro, che negli ultimi 10 giri al secondo pit stop ha montato le soft, unico, mentre gli altri giravano con le medie i conti continuano a non tornare se si confrontono con i saldi della Red Bull. Pensate: lo spagnolo con le soft all’ultimo giro ha fatto un definitivo  record sul giro in gara in 1’43”577, tre giri prima Vettel con le medie aveva fatto il giro record in 1’43”893. La Ferrari per girare 316 millesimi più veloce della Red Bull ha dovuto montare le soft. Nel confronto medie contro medie la monoposto austriaca ha girato costantemente più di 1 secondo più veloce a giro.
Inoltre, quando Alonso ha tagliato il traguardo Vettel festeggiava già da 67”1 e quando è arrivato Massa abbracciava la sua gente da 82”8.
Se una tranquillità Alonso può avere è che nessuno può insidiargli il secondo posto tra i piloti. Il presupposto è stato creato sabato con la squalifica di Kimi Raikkonen per irregolarità al fondo della Lotus sbattuto all’ultimo posto in griglia. Si è ancora più concretizzata ieri quando la Lotus non ha scelto di fare partire Iceman dalla pit line e il finlandese, forse per ripicca, alla prima curva è andato a toccare il tanto che è bastato la Caterham di van der Garde e con la sospensione anteriore destra rotta si è messo subito da parte. Ed ora è quasi certo che non parteciperà alla ultime due gare se la Lotus non gli salderà tutti gli arretrati. 25 milioni di euro!