Dopo l'annuncio della costituzione di Fiat Chrysler Automobiles col baricentro che inevitabilmente si sposta altrove (Detroit) la road map prevede riunioni del consiglio di amministrazione in Italia il 27 febbraio per il bilancio consolidato e il progetto di bilancio d'esercizio 2013, ai primi di maggio (data ancora da stabilire) per i risultati consolidati dei primo trimestre 2014, il 30 luglio per i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2014, il 29 ottobre per i risultati consolidati del terzo trimestre 2014.
Governo, sindacati e soprattutto lavoratori dei cinque stabiimenti che la Fiat ha in Italia (Mirafiori 5.500 dipendenti, Grugliasco 1.500, Cassino 3.940, Pomigliano 2.150, Melfi 5.500) aspettano che l'architetto di Fiat Chrysler Automobiles Sergio Marchionne  renda noto definitivamente e in modo dettagliato e chiaro il futuro delle fabbriche italiane.
Le dichiarazioni di principio sono note: nessuno sarà lasciato a casa. Se non fosse che nei cinque siti produttivi oggi si lavora per pochi giorni al mese perché il mercato soprattutto italiano è depresso è la domanda è carente. In che misura Jeep e soprattutto Alfa Romeo potranno rilanciare i cicli produttivi per garantire turni di lavoro completi non riusciamo a capire. Come si potrà trasformare il Biscione in un brand macina ordini se oggi è uno dei rami secchi del Gruppo? E come si potrà rivitalizzare Lancia del cui futuro non c'è traccia neanche nelle dichiarazioni di principio?
I giochi sono fatti e non resta che aspettare. E poi prendere o lasciare. Mors tua vita mea. La locuzione latina di origine medievale ha un suono lugubre per l'industria italiana dell'auto.

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.